Vittorio FranceschiNUVOLE AZZURRE
Liberamente ispirato alla commedia
LE NUVOLE
di
Aristofane
Personaggi
Stroppia
Felpa
Scrocca1° Nuvola (Nuby)
2° Nuvola (Mantra)
3° Nuvola (Lola)
4° Nuvola (Bibì)
5° Nuvola (Gringa)
6° Nuvola (Draga)
7° Nuvola (Strazza)
Una Nuvola trapezista (Vola)
Coro delle NuvoleDiscorso magro
Discorso grassoGiando, discepolo di Scrocca
Akimoto, guardia del corpo di Scrocca
Schiappa, servo di StroppiaPasta e Pista, creditori
alcuni pensatori
I° TEMPO
La parte centrale della parete di fondo del palcoscenico è chiusa da un fondale bianco con nuvole azzurre. Il fondale si apre al centro come una tenda. Sul lato sinistro della scena, ad angolo verso il fondo, c'è la stanza di Felpa, chiusa da una tenda sulla quale è dipinto un muro con una finestra chiusa. Quando la tenda viene aperta, all’interno vediamo: un letto, fotografie e manifesti raffiguranti motociclette e donne nude. Fuori dalla tenda, su un piccolo tavolino, ci sono alcune salsicce, un prosciutto e due polli spennati. Sul lato destro della scena, ad angolo verso il fondo, c'è una stanza chiusa da un’altra tenda sulla quale è dipinto un tempietto. Quando la tenda viene aperta vediamo in alto la scritta: “Stiamo pensando per voi”. All’interno vari strumenti scientifici: astrolabio e compasso, forme geometriche solide, lenti d'ingrandimento, cannocchiali, mappe e mappamondi, tomi e una tavola a colori raffigurante una farfalla. C'è anche una carta geografica dell'Italia moderna, con una grande bandiera tricolore che la sovrasta. Verso il boccascena, ai due lati, ci sono due piccole gradinate. In proscenio le famose e variopinte “luci della ribalta”. Il tutto ricorda la pista di un circo. In alto c'è un trapezio e tessuti per le scene aeree, anch'essi bianchi con nuvole azzurre. Le musiche che accompagnano i couplets ricordano le musichette degli spot pubblicitari. All’aprirsi del sipario, Stroppia cammina nervosamente in su e in giù con alti lamenti.
STROPPIA - Ohi! Ahi! Notte d'incubo, crudele notte! Guarda che luna. Ancora un centimetro e sarà piena e a luna piena maturano gli interessi che devo pagare. (Si ode russare) Senti come russano i miei servi. Quello che fischia è Schiappa e quello che tuona è Sbobba. In regime di democrazia chi ha un servo è rovinato, al primo rimprovero ti pianta in asso e corre ai sindacati. E così loro dormono fino a tardi e io zitto, bevono il mio vino e io zitto, cacano nella mia latrina e io zitto. Zeus, dove sei con le tue folgori? (Apre la tenda della stanza di Felpa, che è addormentato) E tu, bellimbusto? (Grida) Dico a te! Col cavolo che si sveglia, il signorino. Scoreggia beato sotto le coperte! (Si siede sul letto prendendosi la testa fra le mani) Debiti, debiti, paga, paga! Brutta razza i creditori. E tutto per colpa sua. Guardalo lì. Testa rasata, brillantino al lobo, tutte le notti in discoteca e come se non bastasse ha la passione del motocross! Io non so che cosa ci fa lui alle motociclette: ne fracassa una alla settimana. E io pago! (Prende a calci il letto di Felpa) Figlio snaturato! Figlio invertebrato!
FELPA - (Nel sonno) - Dài col gas, dài col gas! Molla la frizione!
STROPPIA - Sentilo: dorme e sogna motori.
FELPA - Attento, Sbaffa, ti rubano la targa!
STROPPIA - Tu mi rubi il sonno.
FELPA - Ringo, fammi il pieno e controlla l'olio.
STROPPIA - Il pieno! E io pago. Dodici dobloni a Pista per sei moto da competizione, tre luigi d'oro a Pasta per una moto d'epoca col sidecar. Ventiquattro multe in un mese più gli interessi. E se non pago, a luna piena mi ipotecano la casa!
FELPA - (Rialzandosi, assonnato) Perché ti agiti, papà?
STROPPIA - (I pugni al cielo) Zeus! Zeus!
FELPA - E' ancora buio. Lasciami dormire e lascia dormire anche Zeus. (Si ributta giù e dorme)
STROPPIA - Schiappa! (Il fischio si spegne) Una lanterna! (Si risiede sul letto, la testa fra le mani) Un tempo sgobbavo felice nella mia fabbrichetta di onduline poi da un giorno all'altro, non so nemmeno io com'è successo, devo essermi evoluto socialmente perché mi son trovato sposato con una borghesuccia delicata piena di vezzi e di moine. Io sapevo di sudore e lei di lavanda, io lavoravo di braccia e lei di lingua, oh, come lavorava di lingua, giorno e notte, instancabile! Sempre a chiacchierare con le sue amiche e a guardare le fiction. Poi, un bel giorno è fuggita col commercialista lasciandomi sul gobbo questo invertebrato di nostro figlio. Zeus! Zeus! Non voglio pensarci. (Dalla porta di sinistra entra il servo con una lanterna molto fioca) Con tutte le lanterne che ci sono in casa proprio quella lì dovevi prendere.
SCHIAPPA - E' finito l'olio.
STROPPIA - Perché ne fate spreco, tu e quel buono a nulla di Sbobba. Vieni qua che ti punisco. Tre cinghiate non te le leva nessuno.
SCHIAPPA - Oh, nonno, buono lì. Guarda che vado ai sindacati.
STROPPIA - (Mordendosi la lingua) Maledetta emancipazione sociale. Scherzavo, caro, vai pure. Dormi ancora una mezz'oretta. Tanto c'è la luna piena, ci si vede anche senza lanterna. (Il servo esce) Piena? Dei dell'Olimpo. (Guarda dalla finestra) Pienissima, strapiena. Sono rovinato. (Si risiede sul letto ma balza su di colpo) Eureka! Un'idea geniale. Devo convincerlo. Ma prima devo svegliarlo. Ora lo sveglio. Con garbo. Faccio la voce di sua madre, quella grandissima lingua. Felpa… Felpino… Felpettino…
FELPA - (Rigirandosi, con voce gentile) Sei tu, mammina mammolina?
STROPPIA - Mammina mammolina! Ecco cosa succede a essere troppo permissivi. Abbiamo allevato una generazione di mammoni. (Al pubblico) In cosa abbiamo sbagliato? Appena ho tempo faccio un po' di autoanalisi. (A Felpa) Si, sono quella mammola di tua madre ma sono anche quel potenziale assassino di tuo padre… figlio caro, dammi un bacetto qui… (Gli porge la guancia)
FELPA - (Mezzo addormentato) Ma che succede?
STROPPIA - Baciami, sciocchino!
FELPA - (Lo bacia e apre gli occhi) Che brutto inizio di giornata!
STROPPIA - Mi vuoi bene?
FELPA - Ma si, ma si, per le marmitte di Poseidone.
STROPPIA - No! Le marmitte di Poseidone no! Se mi vuoi bene devi fare quel che dico io. (Indicando la tenda in fondo a destra) Lo vedi quel palazzo?
FELPA - Certo che lo vedo.
STROPPIA - E' il Pensatoio più potente del Paese. Lì si riuniscono i grandi saggi che decidono le nostre sorti.
FELPA - (Ributtandosi giù) Non me ne frega niente.
STROPPIA - Somaro! Sono uomini geniali, profondissimi e acutissimi.
FELPA - Ma va.
STROPPIA - Te lo giuro. In due parole son capaci di convincerti con prove inesistenti delle cose più inverosimili.
FELPA - Cioè?
STROPPIA - Beh, ad esempio che la legge è uguale per tutti.
FELPA - Ganzi. (Si gira dall'altra parte)
STROPPIA - Naturalmente devi pagare una tariffa ma ne vale la pena, ti insegnano a vincere tutte le cause ingiuste!
FELPA - Ma tu li conosci?
STROPPIA - Li ho visti alla TV. Pensatori coi fiocchi, teste da venticinque-trenta chili, cervelloni che stanno sullo scibile dalla mattina alla sera. E tutte le volte che alzano il capo, zac! Un cavillo, un sofisma, una furbata, insomma una scappatoia.
FELPA - E come fanno?
STROPPIA - Prima inventano l'inganno e poi ci fanno una legge sopra. E il loro capo è Scrocca, l'uomo dal braccio d'oro. Che te ne pare? Vado a iscriverti?
FELPA - Ma a me piace il motocross...
STROPPIA - Figlio, ami tuo padre?
FELPA - Ma che domande del c…
STROPPIA - Zitto! Lo vorresti morto?
FELPA - Ma che domande del c...
STROPPIA - Zitto! Se non lo vuoi morto iscriviti al Pensatoio. Se diventi come loro hai l'avvenire assicurato.
FELPA - Ma io odio la politica, sono un artista, voglio vivere “on the road”.
STROPPIA - Ti scongiuro, vai là dentro e impara. Però devi curare l'aspetto, metterti la cravatta. Ti voglio corrotto ma con stile.
FELPA - Ma se divento anch'io come loro non posso più fare il motocross! Guance livide, pance flaccide, mani bianchicce, no, no. Con che faccia mi presento ai box?
STROPPIA - Con la faccia del diseredato! Basta! Fuori dalla mia casa! Ti ripudio!
FELPA - (Si alza e si riveste) Ah, si? E io vado da mio cugino Moreno che suona il sax alla “Mimosa” di Rimini e possiede ventidue motociclette da cross, tutte col motore truccato! E' tanto che me lo dice, “vieni in Romagna, qui si che amano i motori!”… questa è la volta buona. Mi trasferisco da lui e di te me ne strafotto! Ma tu guarda che padre mi doveva capitare. (Esce)
STROPPIA - Ti farò vedere chi sono! Ci vado io al Pensatoio. E con l'aiuto degli dei imparerò tutte le sottigliezze, i cavilli, le capziosità, le capriole politiche, giuridiche, etiche, etniche, ritmiche, estetiche, somatiche e idiomatiche con le quali solleverò il mondo senza bisogno di nessuna leva e lo farò ricadere in testa a mio figlio finché non sarà rinsavito. E i debiti, toh! Vado. (Esita) Bisogna che vada. (Esita) I pensatoi mi hanno sempre messo soggezione perché non sono laureato. Come si scrive business? Tremo al pensiero di comparire davanti al grande Scrocca. (Guarda la luna) Guardala, come è piena! Sembra gravida di altre lune piene. (Afferra una salsiccia, corre alla porta del Pensatoio e grida) Aprite! Aprite, per mille Erinni! (La tenda del Pensatoio si apre e appare Giando, il discepolo di Scrocca)
GIANDO - (Con una mano si tiene il capo che pende obliquamente: deve pesargli molto) Che succede? Cos'è questo fragore fragoroso? Chi strepita così strepitosamente?
STROPPIA - Sono Stroppia figlio di Sleppa, padre di un delinquente e marito di quella gran lingua di sua madre.
GIANDO - E sei anche un ignorante e un maleducato! Renditi conto! (Indica la tenda del Pensatoio) Là dietro sono all'opera i più grandi pensatori con i loro discepoli pensanti. Col tuo chiasso chiassoso hai fatto certamente svanire un cavillo nuovo di zecca.
STROPPIA - Chiedo scusa, per riparare vi offro questa salsiccia. (Porge la salsiccia) Vorrei diventare anch'io un discepolo cavillante. (Il discepolo intasca la salsiccia)
GIANDO - Tanto per cominciare devi tenerti il capo con la mano, così. (Gli mostra il gesto, Stroppia esegue) Ti pesa?
STROPPIA - Moltissimo.
GIANDO - Vuol dire che è piena di materiale plasmabile. Ora ascolta che razza di riflessioni si fanno qui dentro. Però concentrati.
STROPPIA - Sono un concentrato di concentrazione.
GIANDO - Poco fa una pulce dopo aver pizzicato un sopracciglio del Consigliere Sgnacca è schizzata in testa al grande Profeta, il potente Scrocca.
STROPPIA - Chissà come s'è arrabbiato!
GIANDO - Scrocca è un uomo superiore, ha preso la palla al balzo e ha chiesto all'Onorevole Pippa, che è Ministro di Tutte le Matematiche: “Secondo te quanti piedi di pulce può saltare una pulce?”
STROPPIA - Che quiz difficile! E qual'è stata la risposta?
GIANDO - Il Ministro Pippa ha avuto un'idea portentosa: prima ha catturato la pulce, poi ha sciolto col fuoco due palline di cera e vi ha infilato dentro i piedi della pulce, che strillava! Quando la cera si è raffreddata Pippa ha sfilato i piedi della pulce e con le impronte ha calcolato la distanza.
STROPPIA - Cribbio, che cervelli ci son lì dentro.
GIANDO - Questa è una bazzecola in confronto a una scoperta mondiale che ha fatto il grande Scrocca l'altro ieri.
STROPPIA - Dimmela, che son curioso.
GIANDO - Stecca, Sovrintendente della Musica Dodecacafonica, ha chiesto a Scrocca la sua opinione sul canto delle zanzare. “Secondo voi” ha domandato - perché gli dà del voi - “cantano con la bocca o col culo?”…
STROPPIA - Ecco una domanda che a me non sarebbe mai venuta in mente. Si vede che non ho studiato. E Scrocca cos'ha detto?
GIANDO - “La risposta è: culo. Infatti, l'intestino delle zanzare è assai affusolato e l'aria lo attraversa con veemente turbinìo, cosicché il culo, che sta all'uscita del tunnel, vibra e canta per l'energia del soffio”.
STROPPIA - Sono senza parole. Questo si chiama indagare nei recessi della natura! Uno che conosce così a fondo l'intestino delle zanzare quando va in tribunale li frega tutti in quattro e quattr'otto. Beato te che vivi lì dentro.
GIANDO - Pensa che ieri Scrocca stava per partorire un nuovo concetto di universo ma una tarantola gliel'ha fatto abortire.
STROPPIA - In che modo?
GIANDO - Era andato in giardino a contare personalmente le stelle, perché dei suoi non si fida. Era già arrivato a due miliardi e mezzo e gli occhi gli brillavano dalla gioia perché in 24 ore le stelle erano aumentate dell'otto per cento. Se ne stava appoggiato al muro col naso all'insù e la bocca spalancata dalla contentezza quando una tarantola dal tetto ha cacato di sotto.
STROPPIA - E ha fatto centro?
GIANDO - Bingo. Scrocca non ha detto una parola perché non sta bene parlare con la bocca piena ma gli occhi parlavano per lui.
STROPPIA - Introducimi, ti prego. E presentami a Scrocca il tarantolato, non vedo l'ora di pendere dalle sue labbra.
GIANDO - Seguimi e precedimi.
STROPPIA - Come faccio a seguirti se ti precedo?
GIANDO - L'ha inventata Sgriffa, Ministro degli Exit-poll: un passo avanti e uno indietro. Così il cliente si confonde e gli fregano la tredicesima.
STROPPIA - Sono scioccato, avrei bisogno di un “tiramisu”.
(Il discepolo apre la tenda. Tutti i pensatori sono inginocchiati a terra e guardano verso il basso col sedere proteso verso l'alto. Tutti alzano il capo riparandosi gli occhi dalla luce)
CORO DEI PENSATORI - (Lamentoso) La pooortaaa! (Giando richiude la tenda)
STROPPIA - O Eracle strangolatore, che animali sono quelli? E perché fissano così il terreno?
GIANDO - Cogitano e indagano nel profondo.
STROPPIA - E perché stan così col culo?
GIANDO - E' una regola militare: puntare in alto mirando in basso.
STROPPIA - E in alto chi ci sta?
GIANDO - Il Profeta del nuovo Regno. Guarda e stupisci!
(Musica. Dall'alto scende una poltrona sontuosa, d'oro e velluto, che galleggia sostenuta da funi dorate. Vi è seduto Scrocca, i piedi penzolanti. Sulla testiera della poltrona è disegnata una corona regale. Le scarpe di Scrocca sono lucidissime e sono l'unico elemento moderno, per il resto Scrocca veste alla greca)
STROPPIA - Chi c'è lì seduto?
GIANDO - Lui!
STROPPIA - Lui chi?
GIANDO - Di Lui ce n'è uno solo.
STROPPIA - Il grande Scrocca!
GIANDO - L'hai detto.
STROPPIA - Mi batte il cuore. Chiamalo, ti prego.
GIANDO - Chiamalo tu, io non oso. Mi pesa troppo il plasmabile. Ohi, ohi… (Entra nel Pensatoio richiudendo la tenda)
STROPPIA - (Piano) Eccellenza… Maestro… Oh, Capitano, mio Capitano… (Scrocca non risponde, Stroppia tossisce) Ehm! Ehm!
(Nessuna risposta. Stroppia mette due dita in bocca e fischia con vigore. La poltrona sobbalza e si ribalta. Scrocca cade a terra. Anche dal Pensatoio viene fracasso)
CORO DEI PENSATORI - (Dall'interno) Ohi, ahi!
STROPPIA - Mi dispiace… cercavo il Gran Visir, il profeta Scrocca.
SCROCCA - (A terra, massaggiandosi il sedere) Che vuoi da me, effimera presenza?
STROPPIA - E' una storia lunga, guai di famiglia. Voi, piuttosto, cosa facevate lassù?
SCROCCA - Che domande! Per l'aere movo e il ciel dall'alto osservo. Non te l'hanno detto che vivo sopraelevato? Altrimenti come potrei dirigere gli affari superlativi se non mantenessi il mio intelletto alla massima altitudine e anche un po' più su? Akimoto!
(Appare la guardia del corpo, occhi a mandorla, abbigliata come un maestro di karatè)
AKIMOTO - Akatai si?
SCROCCA - Fammi alzare.
AKIMOTO - Akatai su. (Aiuta Scrocca a rialzarsi)
SCROCCA - (A Stroppia) Seguimi senza precedermi. Parlami di te democraticamente.
(Camminano per la scena, Scrocca davanti e Stroppia dietro. Akimoto li segue a distanza eseguendo ogni tanto una mossa di karatè, il che spaventa non poco Stroppia)
STROPPIA - (Sottovoce) Eccellenza, sono pieno di debiti.
SCROCCA - Sono debiti affaristici?
STROPPIA - Motociclistici: i creditori mi strozzano e i miei beni sono sotto sequestro. Come faccio a farla franca? Insegnatemi a parlare con astuzia e a fregarli tutti.
SCROCCA - (C.s.) Costa molto.
STROPPIA - Pagherò in natura. Ho appena ammazzato il maiale.
SCROCCA - Come mai ti sei ridotto così?
STROPPIA - Mi ha rovinato mio figlio con la sua passione per le moto. Ho saputo che al Pensatoio va di moda un discorso grasso che insegna a non pagare i debiti.
SCROCCA - E' vero. Ma il discorso grasso, per funzionare, deve prima far fuori il discorso magro.
STROPPIA - C'è anche un discorso magro?
SCROCCA - Eccome. Un discorso antiquato che bisogna sopportare solo per una questione di forma, ma detto “inter nobis” ancora per poco.
STROPPIA - (Ammirato) Inter nobis! Parla anche latino!
SCROCCA - (Lusingato, minimizzando) Lo parlicchio. Come l'inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo, il russo, il giapponese e lo svizzero.
STROPPIA - Maestro, insegnatemi il discorso grasso e vedrete che quello magro ve lo strangolo con due dita. E vi giuro sugli dei che vi sarò riconoscente per tutta la vita.
SCROCCA - Vuoi giurare sugli dei? E quali?
STROPPIA - Sui soliti: Dioniso, Apollo, Atena, Afrodite!
SCROCCA - (A tutta voce) Ma non farmi ridere! (Ride. Poi, rivolto all'interno del Pensatoio) Ridete con me! (Risate nel Pensatoio) Basta così! (Le risate cessano) Gli dei? E' moneta fuori corso, non ci crede più nessuno, non arrivano al 4%. (Ride a più non posso. Al Pensatoio) Ridete! (Risate) Basta così! (Silenzio)
STROPPIA - Ma come si fa a campare senza dei?
SCROCCA - Chi ha detto senza? Ce ne sono degli altri. Moderni, dinamici, divertenti, spregiudicati. Vuoi conoscere le nuove divinità, che han preso il posto di quelle scadute?
STROPPIA - Magari! Ma chi sono?
SCROCCA - Le Nuvole! L'ultimo grido del divino. (La scena è investita da una luce azzurrina, si ode un coro di voci argentine)
CORO DELLE NUVOLE - Ta-ta-ta-ta!…
STROPPIA - Le Nuvole? E che aspetto hanno?
SCROCCA - Di nuvola! Ma con quel qualcosina in più che fa audience.
CORO DELLE NUVOLE - Ta-ta-ta-ta!…
STROPPIA - Sono sbalordito.
SCROCCA - Lo credo bene. Ora te le chiamo, io sono di casa nella stratosfera. Naturalmente, come ti dicevo, c'è una tariffa.
STROPPIA - Andrebbe bene un prosciutto?
SCROCCA - Con molti meloni! (Ridono) Akimoto! (Fa segno ad Akimoto di lasciarli soli) Akatai vai.
AKIMOTO - Akatai vo. (Esce)
SCROCCA - Ora taci e ascolta questa supplica. Ma prima mettiti nella posizione che mira in alto. (Stroppia assume la posizione dei pensatori, col sedere in su. Scrocca è in piedi a braccia spalancate) Oh aere infinito cangiante e megahertzico, da me progettato...
STROPPIA - L'avete progettato voi?...
SCROCCA - Beh, diciamo che ci ho messo del mio. Da me progettato per dar vita alle Nuvole nostre dee predilette, espressione del nuovo che avanza e padroncine incontrastate del regno luminescente che tutto vede, tutto può e tutto determina, mandane giù qualcuna per aiutare questo poveretto che si trova nei guai. (A Stroppia) La vorresti, qualche nuvoletta scacciapensieri?
STROPPIA - Sarei lusingato...
SCROCCA - Accorrete, sacre Nuvole! Aiutiamo questo padre indebitato fino al collo. (A Stroppia che piange) Non piangere. Ottimismo! (Si ode un tuono) Eccole. (Altro tuono più forte)
STROPPIA - Mamma mia. (Altro tuono fortissimo) Ohi, ohi! Venerabili Nuvole, ho la pancia che brontola e se farete risuonare ancora il vostro tuono sarò costretto a rispondere con la mia tromba di zanzara.
SCROCCA - (Ride) Fantastico, irresistibile! Mi piace lo spirito spregiudicato e un po' “grossier” dei nuovi comici. Spetazza pure in libertà. (Un tuono terrificante, Stroppia urla di paura. La coda del tuono si trasforma in un suono celestiale) Silenzio! Ascolta. Sono loro.
CORO DELLE NUVOLE - (Da fuori, cantato, dolcissimo)
Si va, si va.
Sorelle celesti
ci chiaman laggiù.
Andiam, andiam!
(Parlato) Eccoci a voi, uomini. Siam qui!(Vibrar di piatti, suono di campanelli. Scrocca è ritto in piedi, petto in fuori e sorriso a trentadue denti. Stroppia si copre gli occhi con la mano. Si ode una sigla musicale, si apre il fondale e le Nuvole entrano. Hanno tutte le ali e una lunga tunica azzurra. Quelle che fanno figurazioni aeree sono vestite con tutine azzurre luccicanti. Hanno anch'esse le ali. Una volteggia al trapezio, altre s'arrampicano e compiono figurazioni sui tessuti)
SCROCCA - (Compiaciuto, mandando baci) Belle, belle, belle!
CORO DELLE NUVOLE - (Parlato, con movenze da balletto classico) Soffici e leggere, eccoci qua per voi, solo per voi, uomini in cerca di felicità!
(Cantato)
Con la pioggia oppur col sol
con la pioggia oppur col sol
Felicità
per voi sempre sarà
per voi, per voi
con noi!LA TRAPEZISTA (VOLA) - (Canta volteggiando)
Per voi noi brilliam
e dai brutti pensier
vi proteggiam
oh - oh - oh - oh!STROPPIA - (Sempre coprendosi gli occhi e tirando Scrocca per la veste) Eminenza, dica la verità: sono già morto? E quelle che cantano così sono anime dell'aldilà?
SCROCCA - Testa di rapa! Le Nuvole sono divinità potentissime dell'aldiqua! Le abbiamo sdoganate dal loro angolino piovigginoso e ora intrattengono allegramente, di giorno e di notte, il popolo ruminante.
STROPPIA - (Guardandosi intorno) Anche di notte?
SCROCCA - 24 ore su 24! Esse rimettono a nuovo gli stanchi intelletti ammaestrandoli con la recente arte dello stupire, dell'apparire e dell'esagerare! Guardale... percorrono lo spazio come un'onda armoniosa. (Le Nuvole circondano Scrocca. La trapezista e le altre continuano nei loro giochi aerei) Ciao, ragazze!
CORO DELLE NUVOLE - Salute, capo. (Baciano Scrocca)
STROPPIA - Come sono belle!
(Le Nuvole mettono intorno al collo di Scrocca una ghirlanda di fiori poi vanno sul fondo, si mettono in fila e ondeggiano. La 1° Nuvola resta accanto a Scrocca: è di pelle nera e parla con accento americano)
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Felicità
per voi sempre sarà
per voi, per voi
con noi!STROPPIA - (Alla 1° Nuvola) Tu come ti chiami?
1° NUVOLA (NUBY) - Il mio nome è Nuby.
STROPPIA - Che delizia! (Indicando la nuvola trapezista) E quella chi è?
1° NUVOLA (NUBY) - Quella è Vola, la più capricciosa di tutte noi. Le sue spruzzatine sono deliziose.
STROPPIA - Ciao, Vola! (La trapezista saluta Stroppia continuando a volteggiare) Non avevo mai visto una nuvola coi lustrini.
SCROCCA - Chi sta nell'etere deve brillare! Lo sai o non lo sai che sono adorate da tutti? (Al Pensatoio) E quando dico tutti intendo proprio tutti, vero?
CORO DEI PENSATORI - (Dall'interno) Ciao, nuvole!
SCROCCA - Anche dal fior fiore dell'intellighenzia. Ne abbiamo convertiti tanti. Professori con le unghie ben curate, dottori ermeneutici, anatomici e botanici, filosofi eccentrici e maturi politici, menestrelli con la coda e con gli anelli, poeti con tre teste e sei cappelli, avvistatori di astri e di comete, profeti del millennio, lettori di mani, di carte e di fondi di caffè, ammaestratori di grilli parlanti, ventriloqui che ti fanno il ruggito del leone e il pianto della coccinella, lottatori ermafroditi e campioni di palla avvelenata!
STROPPIA - E pensare che sembrano femmine mortali! Hanno persino il naso.
SCROCCA - (Ride) Sciocco! Non hai mai visto una nuvola che assomiglia a una giraffa? E un'altra che assomiglia a una balena?
STROPPIA - Continuo a non capire.
SCROCCA - Oh, ma non hai un minimo d'intuito! Vuol dire che loro assumono l'aspetto che preferisci, quando e come vuoi. Di una velina, di una Ferrari, di un televisore 50 pollici, di un libretto d'assegni, di un viaggio alle Maldive, di una lavastoviglie. Nel Paradiso Terrestre, ad esempio, assunsero l'aspetto di una mela.CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Stroooppiiaaaaa!STROPPIA - Sanno anche il mio nome!
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Sei belliiissiiimooo!SCROCCA - Che te ne pare? Cantano, ballano e bucano il video. Entrano nelle case con la loro allegria per consolarci, con l'aiuto di sorella Favella.
STROPPIA - Sorella Favella?
SCROCCA - E' la favella che le fa trionfare come un fiume in piena. Parole a caso che fa rima con vaso, non importa il senso per avere consenso!
STROPPIA - E grazie a loro potrò apparire anch'io nell'etere megahertzico?
CORO DELLE NUVOLE - (Parlato) Tutte le volte che vorrai!
LA NUVOLA TRAPEZISTA (VOLA) - (Parlato) Essere o apparire?
Questo è il problema!SCROCCA - Essere o apparire? Brava! Bellissima battuta, me la segno. (Scrive su un notes) Acqua di colonia! Spazzola! (Una nuvola gli mette un fondotinta, un'altra gli spruzza profumi, un'altra gli spazzola le scarpe e un'altra gli mette in mano il bastone del comando) Amico, queste sono le sole divinità che val la pena di adorare. Belle, giovani e quotate in borsa. (Alla 1° Nuvola) Tu sei quotata?
1° NUVOLA (NUBY) - (Porgendogli il sedere) Oh yes, my darling.
SCROCCA - Visto? (Le dà una pacca sul sedere, la 1° Nuvola ride)
1° NUVOLA (NUBY) - Oh, my God! (Tutte le Nuvole applaudono)
STROPPIA - Se qualcuno mi parla ancora di Zeus gli sputo in un occhio. E quand'è che mi insegnano il discorso grasso?
1° NUVOLA (NUBY) - Prima qualche regola. Mantra! E' tuo.
2° NUVOLA (MANTRA) - (Esce dal gruppo. D'un colpo si toglie la tunica: indossa un abbigliamento sadomaso con cuoio e borchie. Sorriso ambiguo, impugna una frusta che fa sibilare nell'aria. Ha voce bassa e sensuale. A Stroppia. Parlato.)
Tu che ci chiedi in dono
un astuto parlare, sarai ascoltato
ma in cambio dovrai offrire
piena obbedienza e devota sudditanza.
(Schiocca la frusta e anche la lingua. Stroppia sobbalza, un po' spaventato e un po' attratto)SCROCCA - (Additandolo col bastone) Giura che d'ora in poi non crederai ad altro Dio all'infuori di queste creature celesti, cosmiche e satellitari!
STROPPIA - Lo giuro, lo giurissimo, lo giurassico!
SCROCCA - Bellissima battuta, me la segno. (Posa il bastone, cava il notes e scrive).
1° NUVOLA (NUBY) - Ora sei nostro.
2° NUVOLA (MANTRA) - (Schiocca la frusta) Qual'è il tuo desiderio?
STROPPIA - Diventare un grande sproloquiatore. Mi piacerebbe tanto imbrogliare le carte con la Favella e fottere i creditori.
2° NUVOLA (MANTRA) - (Al Coro) Che ne dite, ragazze? Mi sembra ben disposto, vero? (Le nuvole applaudono, Mantra lo frusta)
STROPPIA - Oh, che bello! Si, care Nuvole, mi affido a voi purché io sia liberato dai debiti e da tutte le motociclette che Zeus, quel dio che non c'è più, ha mandato sulla terra. (Altro colpo di frusta) Oh, si! Rimettetemi a nuovo, fatemi un corso accelerato di cicaleccio, di squittìo, di parolame, così mi mostrerò alla TV con la più gran faccia tosta! (Altro colpo di frusta) Oh! Che imprinting meraviglioso! Manderò baci a tutti! Sarò loquace, ardito, sfacciato, anche un po' svergognato, contafrottole ammirato, leguleio consumato, azzeccagarbugli per gli amici e per tutti scaltro, flessibile, mimetico, subdolo, smargiasso, canaglia, capriccioso, iena, volpe e leccaculo! (Altro colpo di frusta) Si! Nuvole, vi vendo l'anima e son contento. Lo Stroppia di prima non c'è più. (Tutti applaudono, anche i pensatori dietro la tenda)
1° NUVOLA (NUBY) - (A Scrocca) Ora col tuo permesso, grande Scrocca, nostro Profeta e Sommo Sacerdote, andremo a sottoporlo all'esame d'ammissione.
SCROCCA - Accordato. Fate pure vobis. (Dall'alto scende la poltrona, Scrocca vi si siede come in trono)
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato, a Stroppia)
Scuoti bene la tua mente
è alla prova il tuo quoziente.2° NUVOLA (MANTRA) - (Schiocca la frusta) Si comincia.
1° NUVOLA (NUBY) - Vai tu, Lola.
3° NUVOLA (LOLA) - Eccomi. (Esce dal Coro e d'un colpo si toglie la tunica. Sotto la tunica indossa camicetta e jeans, ha in mano un sacchetto di pop-corn. A Stroppia) Ciao, sono Lola. Dài, svelami il tuo carattere. Vuoi? (Gli offre pop-corn, che Stroppia gradisce) Fammi capire se sei un combattente, come piace al nostro capo.
STROPPIA - Un combattente?
3° NUVOLA (LOLA) - Si, insomma, vediamo se ci hai le palle.
SCROCCA - Brava! (Applaude)
STROPPIA - Che linguaggio spregiudicato.
3° NUVOLA (LOLA) - Fatti conoscere. Sei tu mnemonico?
STROPPIA - Sono già fottuto alla prima domanda. Cosa vuol dire?
3° NUVOLA (LOLA) - Lo sapevo che non lo sapevi. (Tutti ridono)
SCROCCA - Brava! (Applaude. La 3° Nuvola va da lui e gli porge il sedere, Scrocca le dà una pacca, tutte le Nuvole ridono. Al Pensatoio) E voi non ridete? (Dietro la tenda tutti ridono) Basta così! (La risata cessa, la 3° Nuvola torna da Stroppia)
3° NUVOLA (LOLA) - (A Stroppia) Riprendiamo. Hai tu memoria?
STROPPIA - Coi debitori sono memore, coi creditori amnesiaco.
3° NUVOLA (LOLA) - Troppo poco. E come stiamo a oratoria?
STROPPIA - Un disastro. Ma nella fregatoria me la cavo!
3° NUVOLA (LOLA) - La fregatoria! Roba da bancarella, da vu' cumprà. Capo, questo qui vola troppo basso, ci rinuncio, sfigatello! (Rientra nel coro e si rimette la tunica, le altre Nuvole scuotono il capo)
SCROCCA - (Alzandosi dalla poltrona) Ci vuol pazienza, Nuvolette mie. Provvederò io a fargli fare i primi passi. (A Stroppia) Su, vieni con me al Pensatoio. Là dentro, con l'aiuto degli esperti, ti insegneremo a dare le giuste risposte con la giusta Favella. (Al Pensatoio, grida) Apriteee!! (La tenda si apre, il discepolo fa capolino tenendosi la testa)
GIANDO - (Molto sgarbato) Chi chiama con chiamore chiamante? Chi veeme con veemente veemenza?SCROCCA - Sono io, somaro! (Alle Nuvole) Questo lo licenziamo.
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Licenziato! Licenziato!
Ora sei disoccupato!
Oh - oh - oh - oh!GIANDO - (In ginocchio) Perdono! Perdono! Stavo vivisezionando una quisquilia e non m'ero accorto…
SCROCCA - Per questa volta ti perdono. Siamo magnanimi. (Tutti applaudono. Giando gli bacia le mani mentre si apre la tenda. Tutti i pensatori sono in piedi e chinano il capo davanti a Scrocca) Vi produco un nuovo discepolo da erudire. E' ignorante ma volenteroso. (Affabile, a Stroppia) Liberati del mantello.
STROPPIA - Perché?
SCROCCA - E' l'usanza pensatoria. (Stroppia si toglie il mantello restando in maglietta e mutandoni)
STROPPIA - E dove lo metto?
SCROCCA - (Batte le mani) Akimoto! (Appare Akimoto)
AKIMOTO - Akatai si? (Scrocca gli indica il mantello) Akatai qua. (Lo afferra)
SCROCCA - La maglietta.
STROPPIA - La maglietta. (Si toglie la maglietta)
AKIMOTO - (Gliela strappa di mano) Akatai dai.
STROPPIA - Akatai dò.
SCROCCA - Le scarpe.
STROPPIA - Mi devo liberare anche delle scarpe?
SCROCCA - Vuoi calpestare con quelle le orme del sapere nuovo?
STROPPIA - Ci mancherebbe altro. (Si toglie le scarpe. A Akimoto) Akatai dò?
AKIMOTO - Akatai dài. (Afferra anche le scarpe)
SCROCCA - (A Akimoto) Riponi quelle cose dove sai.
AKIMOTO - Akatai so. (Esce con mantello, maglietta e scarpe)
SCROCCA - E ora entriamo nel pensatoio. Musica! (Si ode “O' sole mio”. Scrocca entra nel Pensatoio. La poltrona viene fatta risalire)
GIANDO - (A Stroppia) Seguimi e precedimi. (Facendo un passo avanti e uno indietro, entrano nel Pensatoio)
CORO DELLE NUVOLE - (Parlato)
Good luck!
Buona fortuna a chi
pur vecchio e sfatto
si tinge a nuovo
e cambia d'un tratto
la sua natura
e così restaurato
ogni ben si procura!
(“O' sole mio” termina con un acuto)1° NUVOLA (NUBY) - (Al pubblico) E ora, mentre gli esperti lavorano là dentro, vogliate gradire il nostro intermezzo qui fuori. Ragazze, libere! (Tutte le Nuvole si sparpagliano) Tocca a te, Mantra. (Indica la 2° Nuvola)
2° NUVOLA (MANTRA) - (Al pubblico) Amici cari, oggi vogliamo proporvi un nuovo numero, si chiama “cielo a pecorelle”. (Alle altre Nuvole) Colonna sonora! (Musica. Le Nuvole si contorcono, lanciano gemiti e gridolini sensuali) Fatevi avanti, liberate la Nuvola che è in voi, affronterete meglio la giornata. I nuovi dei siamo noi stessi! (Indica gli spettatori) Tu sei un dio! E anche tu! E tu! E tu! E tu, piccola dea? Lo senti nell'aria questo soffio di libertà? Esprimiti senza paura, guardate noi! Non siamo un modello seducente? Possiamo offrirvi un bel “cielo coperto”… (Geme assumendo via via pose hard) …o una maliziosa “perturbazione”, molto indicata per gli adolescenti… (Geme) …questa invece si chiama “nuvolaglia”! (Schiocca la frusta. Tutte le Nuvole si sparpagliano e assumono a loro volta pose hard, mugolando) …Vi piace? Birbanti! E questo invece si chiama “ammasso”! (Schiocca la frusta. Tutte le nuvole si raggruppano al centro, in una gemente ammucchiata erotica). Et voilà! Abbiamo anche la versione “giovane educanda”... fai vedere, Bibì. (La 4° Nuvola esce dal coro e si toglie la tunica: è vestita da collegiale ma con un seno scoperto, sembra un bimba)
4° NUVOLA (BIBI') - (Parlato ingenuo)
Ho un prurito qui
ma non so cos'è
chi dice coccodè
e chi chicchirichì!
Come poss'io far?
Chi mi vien a grattar?
Io questo prurito
dovrò sopportar?
Chi mi toglie il prurito
grattando col dito?
(Si succhia il dito)2° NUVOLA (MANTRA) - (Al pubblico) Qualcuno vuol grattare il prurito di questa nuvoletta pruriginosa? Eccone uno che vorrebbe! (Indica gli spettatori) E un altro, e un altro! Anche una signora! Maialetti!
4° NUVOLA (BIBI)' - Se nessuno mi gratta
me ne vo in tutta fretta
me ne torno a scuola
e mi gratto da sola!
(Tutte le nuvole ridono e applaudono)2° NUVOLA (MANTRA) - Brava Bibì, torna pure al tuo posto. (La 4° Nuvola rientra nel Coro facendo “marameo” e si rimette la tunica) Ma attenzione: abbiamo anche la Nuvola in carriera. Fatti vedere, Gringa. (La 5° Nuvola esce dal coro e si toglie la tunica: indossa un tailleur e un paio di occhiali scuri. Ha in mano una piccola calcolatrice. Atteggiamento da manager)
5° NUVOLA (GRINGA) - Sette e ventotto amore sono pronta sbrigati. Sette e trenta dov'è non lo trovo eccolo. Sette e trentuno erezione. Sette e trentadue coito. Sette e trentatré orgasmo maschile. Sette e trentaquattro non importa caro. Sette e trentacinque doccia. Sette e quarantacinque taxi. Otto in punto in ufficio. Drin! Si, Direttore, nessuna dilazione, li strangoliamo tutti quei morti di fame. (Ha un gemito di piacere) Si, le chiamo subito New York. (Altro gemito) La borsa sale, la borsa sale, la borsa sale, la... sala... borsa!... A-a-aaahh... (Ha un orgasmo)
2° NUVOLA (MANTRA) - Bravissima Gringa, vai pure. (La 5° Nuvola rientra nel coro e si rimette la tunica, complimentata dalle altre) Come vedete, siamo in grado di offrirvi molte varianti sexy del nuovo ordine Nuvoloso. Amiche e amici, siate dinamici, il vostro ego esploda in mille bolle di libertà! (Alla trapezista) E lassù come andiamo? (La trapezista volteggia gemendo eroticamente) Per caso vorresti scendere?
LA NUVOLA TRAPEZISTA (VOLA) - (Cantato)
Se vengo giù
non torno più su
perciò vengo qua
viva la libertà - ah - ah!
(Ha un orgasmo spaziale)1° NUVOLA (NUBY) - Che libido celeste! Anche il cielo esulta! (Dal Pensatoio giungono urla) Ma ora ricomponiamoci, ragazze, il grande Scrocca sembra inquieto!
(Le Nuvole si dispongono a semicerchio. La tenda si apre, ne escono Scrocca e il discepolo con le mani nei capelli. Akimoto si ferma sulla soglia)
SCROCCA - Per tutte le Nuvole del regno coassiale, non ho mai incontrato un imbecille più cretino di questo stupidissimo idiota. Come si fa a erudirlo?
GIANDO - E' un'impossibile possibilità!
SCROCCA - Gli insegni il gioco delle tre carte e lui alla seconda si è già scordato dov'era la prima. Vieni fuori, cretino! (Stroppia fa capolino da dietro la tenda, è in grande affanno) Ma chi me l'ha mandato, questo?
STROPPIA - Capo, non sono adatto.
SCROCCA - Non possiamo ammetterti così.
STROPPIA - Mi basterebbe imparare il discorso grasso, quello che serve a non pagare i debiti...
SCROCCA - Ma non ci si può arrivare così di punto in bianco.
GIANDO - Sarebbe una comodità troppo comoda!
SCROCCA - Una pacchiana pacchia! Ma cosa dico? (Dà uno scappellotto al discepolo) Ci sono delle tappe intermedie, degli esami da superare. Su, ricominciamo dai quiz più facili: ragazze, datevi da fare. (Si risiede sconsolato)
1° NUVOLA (NUBY) - Domanda da dieci euro: quali sono propriamente i quadrupedi maschili?
STROPPIA - Ohè, quelli li so, non sono mica scemo! Il montone, il caprone, il toro, il cane, il porco… e il pollo.
SCROCCA - (Grida) Aaaaahhhh!!! (Tutte le nuvole ridono)
1° NUVOLA (NUBY) - Qui ti volevamo! Il pollo!
STROPPIA - Ho sbagliato? Non è un quadrupede?
SCROCCA - Certo che è un quadrupede! Ma tu chiami pollo i polli, indifferentemente. Non è così?
STROPPIA - Non ho capito la domanda.
1° NUVOLA (NUBY) - Li chiami pollo tutt'e due, il maschio e la femmina. Si o no?
STROPPIA - Ma si capisce, stanno nel pollaio!
SCROCCA - Villano! Rozzo! Antiquato!
STROPPIA - E come li devo chiamare?
SCROCCA - Il maschio pollo e la femmina polla!
STROPPIA - Accidenti! Si vede che ha studiato.
1° NUVOLA (NUBY) - Ricominciamo. Provaci tu, Draga.
(La 6° Nuvola esce dal gruppo e si toglie la tunica: indossa pantaloncini corti e canottiera con l'immagine di Che Guevara. Stacca dalla parete del Pensatoio la tavola che riproduce la farfalla e la mostra a tutti facendo la passerella e tenendola alta sul capo. Ancheggia masticando gomma con aria indolente)
6° NUVOLA (DRAGA) - Nonnetto, cos'è questa?
STROPPIA - Nonnetto?
6° NUVOLA (DRAGA) - Mi rispondi, si o no?
SCROCCA - Rispondi!
STROPPIA - Si, si, subito. Una farfalla.
6° NUVOLA (DRAGA) - E quest'altra cos'è? (Gira la tavola: sul retro è raffigurata un'altra farfalla)
STROPPIA - Un'altra farfalla. (Tutti ridono)
SCROCCA - Contadino! Somaro!
6° NUVOLA (DRAGA) - Ohè, sei scemo? Li chiama farfalla tutti e due, il maschio e la femmina! (Risate oceaniche)
STROPPIA - Non si chiamano così?
6° NUVOLA (DRAGA) - Ma sei cretino?
SCROCCA - Fammi il piacere!
6° NUVOLA (DRAGA) - La femmina farfalla e il maschio farfallo! (Girando ritmicamente la tavola) Farfalla - farfallo - farfalla - farfallo! Ohè, ma questo è tardo, eh?
STROPPIA - Che ignorante che sono.
6° NUVOLA (DRAGA) - Ma dove sei stato fino a oggi? (Consegna al Discepolo la tavola con la farfalla) Questo qui è un rumeno nato in Marocco da genitori albanesi!
GIANDO - Che pena penosa.
1° NUVOLA (NUBY) - Coraggio, riprendiamo. Gli diamo un'altra possibilità, vero, ragazze?
SCROCCA - E' il 90° e siamo ancora zero a zero.
6° NUVOLA (DRAGA) - Dài, nonnetto, sforza le meningi, vediamo cosa sai fare da solo, fatti venire un'idea qualsiasi purché truffaldina. Chiaro?
STROPPIA - Si, si, chiaro. E' quel “nonnetto” che...
SCROCCA - Allora?
STROPPIA - (Illuminandosi) Eccola! Un'idea che più truffaldina non si può.
6° NUVOLA (DRAGA) - Dài, tira fuori.
STROPPIA - Se pagassi una maga di quelle che hanno poteri cataclismici e le chiedessi di far cadere la luna nel pozzo… i miei guai sarebbero finiti.
6° NUVOLA (DRAGA) - Spiegati meglio, cazzo.
STROPPIA - Niente più luna piena, niente più interessi.
6° NUVOLA (DRAGA) - Ma non è possibile, dài! Uno così non lo prendono neanche al DAMS! (Rientra scocciata nel Coro e si rimette la tunica)
2° NUVOLA (MANTRA) - (Schioccando la frusta) Non un briciolo di dialettica lunare!
SCROCCA - (Sconsolato) Niente da fare, questo qui neanche in panchina.
GIANDO - E' un dramma drammatico, una tragedia tragica.
1° NUVOLA (NUBY) - Aspettate. Diamogli un'ultima possibilità.
SCROCCA - Un rigore che non c'è al 93°? Va bene.
1° NUVOLA (NUBY) - Provaci tu, Strazza. (Indica la 7° Nuvola, che esce dal coro e si toglie la tunica: è vestita come una campionessa di “lotta americana”)
7° NUVOLA (STRAZZA) - (Brutale) Vecchio, ultimo quesito senza scampo. Occhio, guarda che meno, sta' attento.
STROPPIA - (Trema visibilmente) Mi ribolle la pancia.
7° NUVOLA (STRAZZA) - Senti qua: sei in tribunale senza avvocato, senza soldi, senza mantello, senza scarpe, senza testimoni a favore e stanno per condannarti. Che fai? Parla, spicciati. Su. Che fai? Che fai?
STROPPIA - Vado a impiccarmi. Sta' sicuro che da morto nessuno mi fa più causa.
7° NUVOLA (STRAZZA) - Merda! Stronzo! Non è possibile! Ma dove l'avete trovato?
SCROCCA - Basta, basta, bocciato!!! Io gli dò un rigore che non c'era e lui me lo tira fuori!
7° NUVOLA (STRAZZA) - Te l'avevo detto, io sono una Nuvola ma meno. Toh, toh! (Picchia Stroppia) Ti dò un cazzotto che ti spappolo! Il progresso non sa che farsene di gente come te. Sei fortunato che oggi è il mio onomastico perché se era il mio compleanno...
(Fa il gesto di spezzare un bastone sul ginocchio. Poi rientra nel Coro e si rimette la tunica, complimentata dalle altre Nuvole, che ora si scatenano in un ballo violento)
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato e danzato)
Bocciato! Bocciato!
Livello bassissimo!
Non sei ammesso
in questo consesso!STROPPIA - Che ne sarà di me? Non ho imparato la sacra dialettica nuvolosa e adesso sono rovinato. I creditori saranno qui da un momento all'altro!
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato e danzato c.s.)
Il vecchio non si può recuperare
ma per fortuna ha un figlio assai carino
di cervel fino. Con lui
si potrebbe tentare, talvolta
son proprio i figli ladri
a rieducare i padri.STROPPIA - Si, si, è un'ottima idea! Faccio un salto a Rimini, prendo Felpa per la collottola e lo porto qui a costo di fargli fare la strada a calci nel culo. (Esce di corsa)
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato e ballato c.s.)
Nel nuovo Creato
tutto è ribaltato.
Oh - oh - oh - oh!
Son proprio i figli ladri
a rieducare i padri!
Oh - oh - oh - oh!(I pensatori escono applaudendo dal Pensatoio e insieme alle Nuvole danzano e cantano il couplet che viene ripetuto. Poi il ballo s'interrompe e Scrocca, al centro della pista, canta davanti a un microfono che Akimoto ha portato)
SCROCCA - (Canto melodico)
Nel cielo blu
dolce Nuvola, tu
rassereni il mio cuor
con la Favella d'or!
Uno schermo di mille colori
spalanca i pensieri
di noi sognatori.
Di noi poeti
di noi Profeti!
Viviamo in libertà
con un bel trallallallà
libertà di parlar
libertà di cantar
libertà di apparir...
e far quel che ci paaar!
(Gorgheggio finale all'italiana, applausi. Le Nuvole restano immobili in pose plastiche mentre sulla coda musicale Scrocca allarga le braccia con un sorriso inimitabile e il sipario si chiude.)
FINE DEL I° TEMPO
II° TEMPO
(Quando il sipario si apre le Nuvole sono immobili nelle posizioni del finale del 1° tempo. Rumore potentissimo di moto in marcia, poi frenata secca. Le Nuvole si sparpagliano spaventate con gridolini. Si odono urla provenienti dall’esterno. Entra Felpa con occhiali da motociclista, spinto a calci nel sedere da Stroppia)
FELPA - Basta, papà! Hai perso il senno, in nome di Zeus?
STROPPIA - In nome di Zeus? (Ride) Sentitelo! Idiota, rammollito!
FELPA - Cosa c'è da ridere?
STROPPIA - Se vuoi diventare un uomo che conta, ascoltami: Zeus non c'è più.FELPA - Ma cosa dici?
STROPPIA - Sparito, cancellato, licenziato dall’Olimpo! E sai chi c'è al suo posto?
FELPA - Ma che cacchio ne so!?
STROPPIA - Le Nuvole megahertziche! E la sorella Favella che è il loro strumento! E anche il tuo, se saprai studiare con profitto. Il trucco è semplice: parole, parole, parole! Ma bisogna conoscere quelle giuste!
CORO DELLE NUVOLE - (Circondano Felpa e lo sbaciucchiano. Cantato)
Vieni con noi, amore
non te ne pentirai
siam nubi di piacere
lontan da tutti i guai.STROPPIA - Guarda qua che belle nuvolette! Cantano, ballano, strizzano l'occhio e fanno sesso protetto.
FELPA - (Compiaciuto, ballando fra le Nuvole) Beh, tutto sommato… devo riconoscere… chi ti ha insegnato queste novità?
STROPPIA - Il cervello più acuto del Pensatoio.
FELPA - Scrocca?
STROPPIA - Proprio lui. E' un pozzo di scienza, là dentro è pieno di pozzi. Vai subito a lezione da loro!
FELPA - Per imparare che?
STROPPIA - Lo scibile umano al gran completo! Adesso ti faccio l'esame attitudinale. (Entra in casa. Le Nuvole soffocano Felpa di baci)
FELPA - Mio padre è da internare, meno male che ci siete voi. Piano, però. Fatemi respirare! (Stroppia ritorna coi due polli spennati)
STROPPIA - Adesso ti faccio vedere io un po' di modernariato linguistico. Tu come lo chiami, questo? (Mostra un pollo)
FELPA - Pollo.
STROPPIA - Fin qui è facile. E questo? (Mostra l'altro pollo)
FELPA - Pollo.
STROPPIA - Ma fammi il piacere! Il maschio pollo e la femmina polla!
FELPA - E' la fine. E dove hai messo il mantello? E le scarpe?
STROPPIA - Me ne sono spogliato per rispetto della cultura.
FELPA - Ma quale cultura? Ti han lasciato in mutande.
STROPPIA - Ma in compenso ho imparato il sesso delle farfalle. (Lo spinge verso il Pensatoio. Le Nuvole fanno corteo)
FELPA - (Fra sé) E quello dei citrulli.
STROPPIA - E datti una pettinatina. Ehi, di casa!
FELPA - (Passandosi le dita fra i capelli) Cose da pazzi.
GIANDO - (Con ira) Chi bussa bussando? Cos'è questo battere battente? Questo chiassoso chiasso?
STROPPIA - Sono io, il gran bocciato! E' arrivato Felpa, mio figlio.
GIANDO - (Squadrando Felpa con interesse) Felpa? Che bel nome... le premesse ci son tutte. (Chiama) Maestro! (Appare Scrocca, sorridente. Alle sue spalle, Akimoto)
STROPPIA - Grande Scrocca, accetta questo presente. (Porge il prosciutto) I meloni erano un po' indietro ma domani saranno maturi.
SCROCCA - (Compiaciuto) Accetto il presente e anche il futuro. Siamo magnanimi. Akimoto!
AKIMOTO - (Strappando il prosciutto dalle mani di Stroppia) Akatai dài! (Esce col prosciutto, annusandolo compiaciuto) Akatai nasai...
STROPPIA - Scrocca, questo è mio figlio. Istruiscilo e vedrai quante soddisfazioni ti darà. E' naturalmente portato all'imbroglio perciò ti prego, fagli apprendere alla svelta il discorso ciccione, quello che sbudellando la giustizia fa fuori il magro e l'inganno trionfa!
SCROCCA - E sia! Ora farò scendere in campo entrambi i discorsi, e se tuo figlio ha talento saprà subito quale scegliere. (Batte le mani) A voi, nobili duellanti!
(Musica gloriosa di trombe. Entrano i due discorsi: quello magro è allampanato e pallido, ricorda l'Augusto dei clown, con un abito striminzito e rattoppato e una bombetta in testa. Ha un mazzolino di fiori rossi in mano. Il grasso è monumentale, pelato, con un pancione enorme: ricorda il Clown Bianco e sull'abito candido indossa un gilet di raso bianco con nuvole di colore azzurro pallido e lustrini. Tutti i pensatori accorrono e si dispongono sulle gradinate. La poltrona di Scrocca viene fatta calare di nuovo e lui vi si accomoda con in mano il bastone del comando. Giando gli fa vento con un grande ventaglio di piume colorate mentre le Nuvole, sul fondo, ondeggiano come i fans ai concerti rock. La trapezista volteggia.)
1° NUVOLA (NUBY) - (Parlato) Eccoli, i due discorsi. Il magro, nobile cavaliere del presente passato. (Il discorso magro saluta con la mano alzando i fiori: flebili applausi dai presenti, qualche fischio. Il grasso gli dà un calcio nel sedere, il magro finisce a terra) E il grasso, potente cavaliere del presente futuro.
(Applausi fragorosi, grida di “bravo”. Si dispongono l'uno di fronte all'altro. La 2° Nuvola funge da speaker, Akimoto da arbitro)
2° NUVOLA (MANTRA) - (Parlato)
Ogni colpo proibito
lo sapete, è ambito.
Battetevi con ardore e vinca...
il miglior peggiore!
Gooooong! (Schiocca la frusta)CORO DELLE NUVOLE - (Cantato) Partiti, partiti, partiti! (Le Nuvole corrono a sedere sulle due gradinate)
DISCORSO GRASSO - (Girando in tondo per la pista) Dove sei, mezza sega?
DISCORSO MAGRO - Ha paura, fa finta di non vedermi! (Agita il mazzolino di fiori per attirare la sua attenzione) Eccomi!
DISCORSO GRASSO - La sua inconsistenza lo rende trasparente!
DISCORSO MAGRO - Sono qui, bruto!
DISCORSO GRASSO - Eccolo!
DISCORSO MAGRO - (Agli astanti) Visto che mi ha visto?
DISCORSO GRASSO - Microbo! (Gli dà un calcio nel sedere, il magro cade a terra. Akimoto lo conta)
AKIMOTO - Akatai uno, akatai due, akatai tre…
DISCORSO MAGRO - Vile! Colpisce a tradimento!
DISCORSO GRASSO - (C.s.) E' il primo comandamento: va' e tradisci. (Applausi. Il magro si rialza)
DISCORSO MAGRO - Ti manderò in galera!
DISCORSO GRASSO - E come, pidocchietto?
DISCORSO MAGRO - Con le armi della giustizia!
DISCORSO GRASSO - La giustizia? E' fuggita col mio cuoco! (Tutti ridono)
DISCORSO MAGRO - (Al pubblico) Offende l'etica!
DISCORSO GRASSO - E lui la gastronomia! (Risate più forti)
DISCORSO MAGRO - Senza cultura e senza morale!
DISCORSO GRASSO - E lui senza soldi! (Altre risate) Guarda quella virtù!
DISCORSO MAGRO - (Ingenuo e speranzoso) Una virtù? Dov'è?
DISCORSO GRASSO - Là in alto! (Il magro guarda in alto, dove la trapezista gli fa “ciao ciao”, il grasso gli fa lo sgambetto, il magro cade, tutti ridono. Akimoto lo conta)
AKIMOTO - Akatai uno, akatai due, akatai tre…
DISCORSO MAGRO - Scellerato! Zeus ti punirà! (Si rialza)
DISCORSO GRASSO - Zeus? Dov'è? Qualcuno l'ha visto? Zeus! Se ci sei, batti un colpo! (Dà uno scappellotto al magro. Applausi)
SCROCCA - Qui si perde tempo. Che pallonzole!
2° NUVOLA (MANTRA) - (Schiocca la frusta) Basta coi preliminari, è ora di affondare l'arma nel più profondo dei profondi. (Schiocca la lingua)
1° NUVOLA (NUBY) - (Al magro) Uomo virtuoso, svolgi il tuo tema. Ma sbrigati, perché il grande Scrocca dà segni d'impazienza.
DISCORSO MAGRO - Sono pronto. Care amiche, cari amici. L'occasione che mi è data…
DISCORSO GRASSO - Stringere! (Scrocca applaude, tutti lo imitano)
DISCORSO MAGRO - Siamo in un momento storico che viene da lontano e andrà lontanissimissimissimo. Ma non bisogna dimenticare che la democrazia ha tempi lunghissimissimissimi e quindi potranno esserci code e rallentamentamentamenti! (Il grasso gli dà un calcio nel sedere)
DISCORSO GRASSO - E tamponamentamentamenti! (Il magro cade a terra, tutti applaudono)
DISCORSO MAGRO - (Si rialza, parla in modo enfatico ma a mezza voce) Contro chi conosce solo la legge del più forte parlate piano, parlate sfumato. Difendiamo i valori democratici, i sapori democratici, i colori democratici! Viva la Giustiz... (Il Grasso gli dà uno scappellotto, risate) Viva la Resisten... (Scappellotto, risate) Viva la Costituz... (Scappellotto, il Magro barcolla) Più parole e meno discorsi! Lottiamo civilmentamente, democraticamentamente, pacificamentamente, moralmenta...
CORO DI VOCI - Mente!
DISCORSO MAGRO - Istituzionalmenta...
CORO DI VOCI - Mente!
DISCORSO MAGRO - Culturalmenta...
CORO DI VOCI - Mente!
DISCORSO MAGRO - Patriotticamenta...
CORO DI VOCI - Mente!
DISCORSO MAGRO - Ecumenicamenta...
CORO DI VOCI - Mente!
DISCORSO MAGRO - Facciamo un discorso confuso ma chiaro, finalmentamente: viva il bene e abbasso il male! (Tutti applaudono e sghignazzano)
LA NUVOLA TRAPEZISTA (VOLA) - Un telegramma per te, magretto! (Lancia una freccetta che si conficca a terra: attaccato c'è un telegramma, che il Magro raccoglie)
DISCORSO MAGRO - Un telegramma? Per me? Vediamo da dove arriva. Dall’Umbria! (Lo legge) Eureka! E' nato un lupo nello zoo di Gubbio! (Applausi ironicamente commossi) Il bene avanza a grandi passi!
DISCORSO GRASSO - Eccolo che arriva! (Gli dà un altro calcio. Il magro cade a terra, tutti applaudono)
DISCORSO MAGRO - Chi è stato? (Tutti alzano il dito ridendo)
DISCORSO GRASSO - Tutti colpevoli, nessun colpevole. (Applausi)
TUTTI IN CORO - (Battendo a ritmo le mani) Gras-so! Gras-so! Gras-so!
2° NUVOLA (MANTRA) - (Schiocca la frusta: al Discorso Magro) Su, concludi.
DISCORSO MAGRO - (Fatica a tenere l'equilibrio, gesticola a vuoto come un ubriaco, cade, si rialza) Cosa stavo dicendo? I nostri ideali… mi ricordo nel '45... o era il '68? (Strappando fiori dal mazzo e gettandoli lontano) Uguaglianza e differenza! Abbasso la fame, viva l'appetito! Pane bianco e democrazia integrale. (Sbanda, barcolla) Il Fitness non è il Business, il Forum non è il Welfare! Chi ha il Set rinunci al Web, chi ha il Pil si compri un Mib, chi è off lo dica al Pool! C'è un'OPA in tutti noi! (Applausi ironici) Meno madri e più padri, ditelo ai vostri figli! Meno tasse e più taxi! (Alza la voce) Resistenza e arrendenza! Siamo per una tolleranza intransigente! (Cade, si rialza, ha lo sguardo perduto nel vuoto) Se qualcuno vi dà una guancia, offrite l'altro schiaffo! (Sbatte di qua e di là) Il Piave mormorava il 25 aprile! Libertà e tracotanza! Unità nella dimenticanza! (Tutti ridono, lui quasi piange) Senza futuro non c'è passato! (Ondeggia) Scusi, ha visto il mio io? (Cade di nuovo, striscia a terra) Siate l'altro voi stesso, mostrate il vostro vero lifting! (Sfinito) E prima di dormire dedicate un pensiero alle sette Muse, che son le nostre sorelle! (Cade riverso come un pugile finito ko)
DISCORSO GRASSO - E alle sette sorelle, che son le nostre Muse! (Tutti applaudono)
AKIMOTO - (Conta il Magro) Akatai uno, akatai due, akatai tre…
DISCORSO GRASSO - Che faccio? Uccido un uomo morto?
DISCORSO MAGRO - (Alza il capo con le ultime forze) Mettete il casco e pagate il canone. (Crolla lungo disteso. Due Nuvole lo rialzano, lo fanno sedere e gli fanno vento)
1° NUVOLA (NUBY) - E' crollato. Le buone intenzioni pesano. Tocca a te, cicciolone!
DISCORSO GRASSO - Grazie, Nuby. Non ne potevo più di sentirlo blaterare. I moralisti mi chiamano “discorso ingiusto” ma la loro è solo invidia. Il fatto è che io me ne sbatto della legge e della morale esattamente come loro, però io almeno lo dico. Credete che sia facile far trionfare una causa sbagliata? Ci vuole del fegato e io ne ho. Mi han fatto una testa così coi principi e le regole. Ma a che servono se il mondo è un bordello? Balli con una puttana e scopri che è una principessa. Vai a letto con la principessa e scopri che è un principe. Vorresti fotterti il principe ma scopri che non puoi perché tu sei una donna! Ma com'è possibile, se ti han sempre detto che sei un uomo? Con chi te la prendi? Con la legge? L'han cambiata. Con la Patria? E' morta ammazzata. Ammazzata da chi? Dai suoi figli. I figli vanno a giudizio ma il delitto è prescritto, fanno il gesto dell'ombrello e si presentano alle elezioni, diventano Onorevoli e scrivono un libro di memorie, vendono i diritti e subito un regista di sinistra ci fa un film di denuncia che vince l'Oscar e domani lo puoi vedere su Sky se hai gli sghei! E io, orfano e solo, con la mia etica nel culo come l'ombrello di Cipputi, prossimamente su questo schermo panoramico di 88 pollici al plasma umano, che faccio? Mi diploooomo? Cerco un lavoro oneeeesto e sposo una brava ragaaaazza? Non so nemmeno se sono un uomo! Sono un pollo o una polla? Un farfallo o una farfalla? Trovatemi uno scienziato, un filosofo, uno sfasciacarrozze che mi risponda in modo chiaro! Un prete spretato, una puttana redenta, un comunista storico! C'è qualcuno, qui? Si faccia avanti! Nessuno. E allora mi sbatto mia soreeella e se mia madre protesta mi sbatto anche leeei e se mio padre non è d'accordo gli rompo il cuuulo così il triangolo si chiude e Pitagora è contento. (A Felpa) E tu pervèrtiti, pedofilìzzati, che sarà mai? La natura è natura e bisogna assecondarla. E se qualche moralista ci trova da ridire ricordagli che anche in cielo si fotte e Zeus è il più gran puttaniere dell'Olimpo universale. (Prende per il bavero il discorso magro, che è a terra boccheggiante) Sta' a sentire, bamboccino: il mondo è pieno di rottinculo, sei d'accordo? (Lo scuote)
DISCORSO MAGRO - (Con un fil di voce) In un certo qual modo…
DISCORSO GRASSO - (Lo scuote più forte) Parla chiaro: si o no?
DISCORSO MAGRO - Effettivamente…
DISCORSO GRASSO - Alza la voce, che sentano tutti: gli avvocati?
DISCORSO MAGRO - Rottinculo.
DISCORSO GRASSO - Benissimo. E i finanzieri?
DISCORSO MAGRO - Rottinculo.
DISCORSO GRASSO - Esatto. E i politici?
DISCORSO MAGRO - Rottinculo.
DISCORSO GRASSO - Lo vedi che ho ragione io? E i dottori?
DISCORSO MAGRO - Rottinculo.
DISCORSO GRASSO - I calciatori?
DISCORSO MAGRO - Rottinculo.
DISCORSO GRASSO - I commercianti?
DISCORSO MAGRO - Rottinculo.
DISCORSO GRASSO - Gli attori?
DISCORSO MAGRO - Rottinculissimo.
DISCORSO GRASSO - I registi?
DISCORSO MAGRO - Bravi, no, no, loro sono bravi. (Il grasso gli dà uno scappellotto)
DISCORSO GRASSO - Cosa sono i registi?
DISCORSO MAGRO - (Grida) Rottincuuulooo!!!
DISCORSO GRASSO - E gli spettatori?
DISCORSO MAGRO - Fammi guardare.
DISCORSO GRASSO - Osservali bene.
DISCORSO MAGRO - (Guardando la platea) Per tutti gli dei, la maggior parte sono rottinculo! Quello lo conosco e anche quello e quell'altro!
DISCORSO GRASSO - E allora qual'è la conclusione?
DISCORSO MAGRO - (Piangendo) Che l'uomo è una brutta bestia e non c'è speranza qualunque discorso noi facciamo: grasso, magro o di taglia media che sia. Tanto vale rubare, ammazzare, tradire gli amici e sputare nel piatto dove abbiam mangiato. Ho perso, rottinculo maledetti. Non sono più io, porca puttana. (Si toglie la giacca e la bombetta e le getta a terra, poi calpesta il mazzo di fiori) Basta, salto il fosso e vengo dalla tua parte. Ohp! (Salta in braccio al grasso)
DISCORSO GRASSO - Anch'io feci la stessa cosa e non me ne sono mai pentito. Sei arruolato! (Tutti applaudono)
DISCORSO MAGRO - Però ogni tanto mi lasci dire qualcosina di sinistra? (Come per attutire la domanda) Di sinistra democratica!...
DISCORSO GRASSO - (Gli dà un buffetto) Ma certo, caro. E poi, figurarsi, oggi... destra, sinistra... distra, sinestra...
SCROCCA - Siamo tutti centripeti! Ha vinto la libertà! Musica! (Akimoto porta il microfono, Scrocca va al centro della pista. Canta)
La vita non è amara
basta che sia leggera.
La formula si sa:
viva la libertà!
Che non accetta limiti
che non sopporta regole
e se le dai consenso
tu voli fra le nuvole.
Cantiamo in libertà
con un bel trallallà!CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Cantiamo in libertà
con un bel trallallà!SCROCCA - (Canta)
L'estate è corta
la formica è morta
era troppo troppo trista
vecchia e moralista.
Sia sempre lode al Cielo
ha vinto la cicala!
Cantiamo in libertà
con un bel trallallà!
(Il canto finisce, tutti applaudono) Basta così. (L'applauso finisce, Akimoto porta via il microfono) Vado al Pensatoio a fare rifornimento di idee geniali e a sovrintendere l'erudizione del giovane Felpa. Mandatemelo dentro! (Scrocca entra nel Pensatoio, la poltrona viene fatta risalire)DISCORSO GRASSO - Ehi! Giando!
GIANDO - Chi mi chiama chiamando?
DISCORSO GRASSO - (Additando il discorso magro a terra) Fategli la doccia e dategli un mantello nuovo.
(Giando prende sottobraccio il discorso magro. Facendo un passo avanti e uno indietro entrano nel Pensatoio, seguiti da tutti i pensatori. La tenda si richiude)
DISCORSO GRASSO - Anche questa è fatta. Che mestiere di merda. (A Stroppia) In quanto a tuo figlio... farò di lui un brillante mascalzone. (A Felpa) Dentro! (Spinge anche Felpa nel Pensatoio ed entra con lui)
STROPPIA - Non ho parole, la grazia e l'armonia sono scese in me.
CORO DELLE NUVOLE - (Parlato) Quanto chiasso, mamma mia! Parolacce, insulti! D'altra parte, il Progresso ha le sue esigenze!
1° NUVOLA (NUBY) - Che ne dite, ragazze? Facciamo un riposino? Ce lo siamo meritato.2° NUVOLA (MANTRA) - Giusto. Mettiamoci giù. Cumuliformi! (Le Nuvole si dispongono a mucchietti di due o tre. Musica dolce. La Nuvola trapezista volteggia con in mano una grande luna rotonda. Stroppia si siede sul letto di Felpa e guarda il cielo. Luce tenue d'aurora)
STROPPIA - E' l'alba, alba di luna piena. I miei creditori saranno qui fra poco pronti a insultarmi e a denunciarmi. Speriamo che Felpa abbia imparato il discorso grasso. (Si ode un suono festoso di campane. Scrocca esce dal Pensatoio)
SCROCCA - (Le braccia al cielo, compiaciuto) L'ha imparato! Tuo figlio è un genio, il primo della classe! (Stroppia si precipita in piazza saltando dalla gioia)
STROPPIA - Viva la truffa, regina del mondo! Oh figlio, illustrissimo per lingua biforcuta e grossa cilindrata, con te sono al riparo dalle richieste di quei pidocchiosi. Chiamatelo, fatelo venir qui. (Canzone rock, luce piena: dal Pensatoio esce Felpa vestito da manager, elegantissimo in cravatta, con una valigetta 24ore in mano)
SCROCCA - Guardalo, rimesso a nuovo! (Tutti applaudono, mentre Felpa sfila in proscenio davanti alle luci della ribalta)
STROPPIA - Bello di babbo, faccia da schiaffi! Ha l'aria di chi nega l'evidenza e mente con supponenza. Meraviglioso! Tu prima mi hai rovinato, ora mi devi salvare.
FELPA - Cosa posso fare per lei?
STROPPIA - Mi dà del lei! Che finezza! Ho paura dei creditori, caro: a luna piena maturano gli interessi di Pasta e di Pista.
FELPA - E lei li lasci maturare. Se maturano e nessuno li raccoglie marciranno sul ramo e cadranno da soli come le nespole a gennaio.
STROPPIA - Che musica celestiale! Continua.
FELPA - E se qualcuno vedendo la poltiglia a terra domandasse chi è che ha sporcato, lei risponda che son stati Pasta e Pista, due incivili che lasciano marcire gli interessi privati in suolo pubblico e nemmeno puliscono.
STROPPIA - Che lenza! Che farabutto! Caro figlio!
FELPA - E se vanno dall'avvocato ci vada anche lei, dallo stesso, e gli offra il doppio. Stia tranquillo, papi: accetterà.
STROPPIA - (Un po' commosso) Papi!
FELPA - E quando avrà vinto la causa invece del doppio gli dia la metà e se l'avvocato protesta gli dia del cornuto e aggiunga “mi denunci se ha del fegato”! Non lo farà perché ha la coscienza sporca e preferirà stare al gioco perché uno come il mio papi, furbo e senza scrupoli, conviene tenerselo buono e da quel momento sarete alleati nelle cause più malandrine e farete soldi a palate alle spalle di tutti gli onesti imbecilli che popolano l'universo mondo.
STROPPIA - Bravissimo, superlativo! La Favella funziona alla grande! Voglio organizzare una festa, siete tutti invitati! Venite, amate Nuvole! (Le Nuvole lo circondano e lo sbaciucchiano) E' arrivato il tempo in cui uomini e dei possono banchettare insieme! (Alla 2° Nuvola) Tu sei una Dea, vero?
2° NUVOLA (MANTRA) - Naturale! Anche loro! (Indica le altre Nuvole schioccando la frusta)
TUTTE LE NUVOLE - Anch'io! Anch'io! Anch'io!
STROPPIA - Che bello! Avete fatto piovere la felicità.
CORO DELLE NUVOLE - (Cantando e danzando entrano nel Pensatoio) Felicità
per voi sempre sarà
per voi, per voi
con noi!(All'interno, rumori e voci di gozzoviglia. Entrano Pasta e Pista)
PISTA - Il grande Socrate, che ha fatto il fatto il militare a Cuneo, mi dice sempre: mai prestare soldi a un amico, si perdono prima i soldi e poi l'amico.
PASTA - Verità socratica. Giuro che questa è l'ultima volta.
PISTA - Senti che baldoria. Champagne a fiumi.
PASTA - Che festa sarà? Uno sposalizio?
PISTA - Dalle risate si direbbe un divorzio. Chiamiamo il vecchio.
PASTA e PISTA - (In coro) Amico Stroooppiaaa!!
STROPPIA - (Apre la tenda. Indossa anche lui una tunica azzurra e in mano ha un calice) Cos'è questo pollaio pollaiante, questo casino casinante? Chi siete?
PISTA - Il tuo amico Pista, occasionalmente tuo creditore! Non mi riconosci?
STROPPIA - Mai visto.
PISTA - (A Pasta) Sono Pista, si o no?
PASTA - Eccome. E io sono Pasta, se non ti dispiace. (Anche le Nuvole escono con una coppa in mano e fanno cerchio, un po' brille)
STROPPIA - (Alle Nuvole) Guardate: Pista e Pasta, il pollo e la polla! (Risate)
PISTA - Caro amico... ti ricordi quel debituccio... per quell'acquisto... sei motociclette nuovissime da competizione... son venuto a riscuotere gli interessi...
PASTA - E io son qui per quell'altro debituccio… ti ricordi... quella meravigliosa moto d'epoca col sidecar...
STROPPIA - Tanto per cominciare le tue moto erano usate. E il tuo sidecar sfondato. E poi qui non c'è nessuna motocicletta, tutto il mondo sa che io detesto le moto!
PISTA - Ma io le sei moto le ho vendute a tuo figlio, non a te.
PASTA - E io gli ho venduto quella col sidecar!
STROPPIA - Ma a quel tempo mio figlio non conosceva ancora il discorso grasso.
PISTA - Cos'è questa storia? Vuoi negare il debito?
STROPPIA - Certo, l'ho mandato a scuola per questo. Ora andatevene.
PASTA - Ah, si? La vedremo. Ti facciamo causa!
PISTA - In tribunale dovrai giurare sugli dei!
STROPPIA - Quali dei?
PISTA - Come quali? Zeus, Hermes, Poseidone, Apollo…
PASTA - Ares, Eros, Eracle, Afrodite…
STROPPIA - Ma fatemi il piacere! I vostri dei mi fanno ridere, a cominciare da Zeus. Vero, ragazze? (Le Nuvole ridono e bevono) Scusa se ridiamo ma noi, amico, la sappiamo lunga.
PISTA - Parla chiaro: vuoi pagare i debiti, si o no?
STROPPIA - Che pazienza ci vuole con voi incolti! Ora ti dò una risposta cristallina. (Entra in casa)
PISTA - (A Pasta) Secondo te ci paga?
PASTA - Temo proprio di no. (Stroppia torna con il cartello raffigurante la farfalla)
STROPPIA - Dunque, brava gente… secondo voi cos'è questa? (Alza il cartello)
PASTA e PISTA - Una farfalla.
STROPPIA - E questa? (Gira il cartello)
PASTA e PISTA - Che domanda! Un'altra farfalla!
STROPPIA - (Alle Nuvole) Avete sentito? (Le Nuvole ridono) E io dovrei pagare due ignoranti come voi? Gente che chiama farfalla il farfallo? Filate via alla svelta! Circolare!
PISTA - Ci prende anche in giro!
PASTA - Ce la pagherai, quant'è vero Zeus!
PISTA - Ci vediamo dal giudice!
PASTA - Corriamo a denunciarti!
STROPPIA - Bravi, così ci rimettete anche le marche da bollo!
PISTA E PASTA - (In coro) In galera! (Escono)
STROPPIA - Ormai sono immune. Cosa vuol dire la cultura. Bentornato a casa, figlio mio. (Sospinge Felpa in casa e tira la tenda, che ora è bianca con nuvolette azzurre. Le Nuvole scompaiono dietro il fondale, davanti al quale è rimasta la 1° Nuvola)
1° NUVOLA (NUBY) - La frode è una droga, lo sappiamo. Ma il cinismo e la corruzione hanno delle regole e ognuno deve stare al proprio posto senza montarsi la testa. Questo vecchio parvenu sognava un figlio abile nell'imbrogliare, forse ora preferirebbe avere un figlio senza lingua.
(Anche lei scompare dietro il fondale, mentre Stroppia esce di casa inseguito da Felpa che lo prende a calci nel sedere)
STROPPIA - Ahi, ohi! Amici, concittadini, condomini, aiuto! La mia testa, la mia schiena! Empio, bastoni tuo padre?
FELPA - Naturalmente, papi.
STROPPIA - Visto? Lo ammette!
FELPA - E lo ribadisco. (Lo colpisce ancora)
STROPPIA - Mascalzone! Ingrato!
FELPA - Son carezze! (Continua a colpirlo)
STROPPIA - Parricida!
FELPA - Son rose e fiori. Chicche.
STROPPIA - Percuoti tuo padre?
FELPA - Naturalmente, e le evidenzio che sono dalla parte della ragione.
STROPPIA - Mi evidenzia! Dammi del tu!
FELPA - Neanche per sogno, manteniamo le distanze.
STROPPIA - Percuoti tuo padre e pretendi di essere dalla parte della ragione?
FELPA - Se non mi capisce il nuovo che avanza non è colpa mia.
STROPPIA - Disgraziato! Io ti ho accudito e nutrito fin da piccolo. Dicevi “bumba” e ti davo da bere, dicevi “pappa” e ti davo da mangiare, dicevi “cacca” e subito ti portavo dentro a un portone. (Geme a terra, più morto che vivo)
FELPA - (Al pubblico in sala) Quando mi occupavo di motociclette sapevo dire soltanto benzina, frizione e marmitta. Ma da quando il Pensatoio mi ha preso in cura ho dato un calcio al motocross e grazie alle Nuvole e alla legge della Favella cavalco la sofistica moderna. (A Stroppia) E perciò le dimostro che picchiare il padre non soltanto è giusto: è un dovere.
STROPPIA - Era meglio il motocross.
FELPA - Tanto per cominciare: lei mi picchiava quand'ero piccolino?
STROPPIA - E dài col lei. Ma è naturale, per il tuo bene.
FELPA - E non è giusto che anch'io le voglia bene allo stesso modo? (Lo picchia. Stroppia geme) Prenda esempio dagli animali: il galletto giovane, appena può, non affronta forse il gallo suo padre beccandolo a sangue e prendendo il suo posto quale re del pollaio?
STROPPIA - Ma ci sarà pur differenza fra un uomo e un gallo!?
SCROCCA - (Sbucando col capo dal Pensatoio) Certo che c'è, me l'ha raccontata un mio amico che ha la casa a Capalbio: il gallo ha il becco mentre l'uomo è becco. (Risate dietro la tenda. Scrocca scompare)
FELPA - E non è tutto.
STROPPIA - Adesso mi ammazza.
FELPA - Bastonerò anche mia madre.
STROPPIA - Detto “inter nobis”, a me farebbe piacere; ma gli dei hanno stabilito che è un delitto mostruoso, non farlo!
FELPA - Una volta per tutte: gli dei non esistono però gli uomini ne han bisogno, dovremo pur dargli una speranza per il “dopo defuntibus”. Quindi... (Scandisce) Siamo-per-un-laicismo-controllato. Nulla-ci-vieta-di-andare-al tempio-a-pregare-quel-che-conta-è-il-vuoto-che-è-in-noi. Chiaro? Vado a salutare gli amici. (Entra nel Pensatoio)
STROPPIA - Non ci capisco più niente. Mi sento tagliato fuori, inadatto, obsoleto. (Urla) Ecco quel che succede a fidarsi di voi, Nuvole! (Si ode un rombo di tuono, Stroppia corre a ripararsi)
CORO DELLE NUVOLE - (Da fuori, parlato, con tono terrificante, amplificato) Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
STROPPIA - (Piangente) Voi mi avete montato la testa, a me, povero ignorante, vecchio, svanito e addormentato davanti alla TV. (Il fondale si apre. Le Nuvole appaiono trasformate: ora sono di aspetto severo, vestite di lunghe tuniche nere chiazzate di nuvolette azzurre)
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Facciam così con tutti
se qualcuno scorgiam
che del male ha il bernoccolo
tante astute trappole
noi gli prepariam
il più grande allor
diventerà il più piccolo
il più grande allor
minuscolo sarà.
Le lusinghe d'or
sempre l'uomo abbagliano
finché giù a capofitto
nei guai lui si getta
e proprio in quell'istante
scatta la trappoletta.
Se sei grande allor
diventerai più piccolo
il più grande allor
minuscolo sarà.
STROPPIA - Siete cattive, o Nuvole!CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
La nuvola cattiva
è assai educativa.
E anche il Sommo Re
il Condottiero Scrocca
come tutti i mortal
farà i conti con noi
il suo mattin mai più
avrà l'oro in bocca.STROPPIA - (Cade in ginocchio) Chiedo perdono! Mi pento! Sono pentito pentitissimamentamente!
6° NUVOLA (DRAGA) - (Parlato)
La partita è finita
perché era truccata
e chi sbaglia paga
te lo dice Draga.STROPPIA - Ahimè! E' dura, durissima. Ma è giusto così: non bisogna imbrogliare il prossimo. (Dal Pensatoio vengono risate, lazzi e brindisi) Felpaaa! Figlio mio. (Felpa appare) Ragazzo, pentiti anche tu e seguimi. Daremo una lezione a tutti i sofisti sofisticatori imbroglioni che hanno adescato questo padre, questo figlio e tutto il globo terracqueo. Inginocchiati e chiedi perdono.
FELPA - Vuole scherzare? Non pretenderà che io rinneghi i miei precettori.
STROPPIA - Per rispetto del padre Zeus!
FELPA - E dài. E' ancora convinto che Zeus esista!?
STROPPIA - Da qualche parte… in incognito…
FELPA - Ma mi faccia il piacere.
STROPPIA - Anch'io ci son cascato! Anch'io sono vittima di questo nubifragio! Purtroppo il mondo ama essere ingannato. E ora Zeus mi punirà, già lo vedo che si rimbocca le maniche.
FELPA - Povero papi! Addio. Per quanto mi riguarda i giochi son fatti e io vado per la mia strada. Fra mezz'ora ho un appuntamento col grande Scrocca. Dobbiamo progettare un ponte sul futuro. (Guarda l'orologio) Sono anche in ritardo. (Chiama) Taxi! (Esce con passo spedito)
STROPPIA - Torna indietro finché sei in tempo! E tutto per colpa di quelli là. (Indica il Pensatoio) Basta, ho deciso: gli dò fuoco al Pensatoio. (Si alza) Schiappa! Dove s'è ficcato quel lavativo? Schiaaapppaaa!! (Entra Schiappa)
SCHIAPPA - Cosa c'è?
STROPPIA - Quando ti chiamo devi correre! Adesso te le suono. (Afferra un bastone)
SCHIAPPA - Oh, nonno, buono lì. Guarda che vado ai sindacati.
STROPPIA - Va bene, ti metto in regola e facciamola finita. Ma prima mi devi aiutare a fare giustizia. Porta scala e piccone, voglio smantellare questo edificio, voglio che crolli addosso a quella gente. (Schiappa esce) E portami una fiaccola! Voglio vedere che bel discorso mi faranno. (Schiappa torna con scala, piccone e fiaccola. Stroppia prende la fiaccola) Tu sali e piccona! (Dà fuoco alla tenda del Pensatoio mentre Schiappa sale sulla scala e piccona con forza. Il Pensatoio comincia a crollare)
STROPPIA - La fiamma è bella! Crepita! (Si levano fiamme)
GIANDO - (Uscendo) Ahi! Che crollo crollante, che devastazione devastante!
STROPPIA - Che fiamma fiammante! Che incendio incendiario! (Schiappa scende) Che ne dici, Schiappa? Non è un capolavoro?
SCHIAPPA - Il più bel disastro della nostra vita! (Fra sé) Il vecchio è capace di licenziarmi per procurato incendio. Vado ai sindacati. (Esce)
GIANDO - Che fai, vecchio vegliardo?
STROPPIA - Non lo vedi? Sillogizzo con le travi del Pensatoio: il Pensatoio brucia, tu sei dentro al Pensatoio, quindi anche tu bruci! Non fa una piega, ragazzo!
CORO DEI PENSATORI - Derelitti noi! Chi ha dato fuoco al nostro palazzo?
STROPPIA - Non mi riconoscete? (Prende il piccone abbandonato da Schiappa) Lo capisco, sono rimasto in mutande e in mutande siamo tutti uguali. (Sale sulla scala e piccona con forza)
CORO DEI PENSATORI - Ma così ci uccidi! Ahi, ohi!…
SCROCCA - (Barcollando) Oh effimera presenza, che fai lì in alto?
STROPPIA - Per l'aere movo e il ciel dall'alto osservo. Ti piacciono queste effimere picconate? Questo caotico caos?
SCROCCA - Ohi, ohi… soffoco! (Crolla sulla poltrona che si rovescia, tossisce. Anche la carta geografica piomba giù) Guardie del corpo! (Akimoto entra con una spada in mano) Akatai dai! Qualcosa fai!
AKIMOTO - Akatai bye bye! (Fa harakiri e muore)
GIANDO - Che barcollare barcollante! Che svenire svenente! O svenante? (Cade e muore)
SCROCCA - (Cercando di rialzarsi) Tossisco e cadisco… volevo dire… casco e tosso. Oh! Ditelo alla Grecia. (Cade) Il resto è bilancio. (Muore)
STROPPIA - Batti! Percuoti! Affonda i colpi! La fiamma è bella! (In alto riappare la Nuvola trapezista: è vestita di rosso con ali rosse. Volteggia tenendo per le braccia Felpa)
FELPA - Lasciami andare! Poliziaaa!!!
STROPPIA - Risparmialo! E' pur mio figlio!
CORO DELLE NUVOLE - Pentiti!
FELPA - No!
CORO DELLE NUVOLE - Pentiti!
FELPA - No!
CORO DELLE NUVOLE - Pentiti!
FELPA - No! No! No! (La Nuvola trapezista lascia cadere Felpa nel centro dell'incendio. Cadendo, Felpa trascina nel fuoco anche Stroppia) Aaaahhh!… (Il Pensatoio crolla completamente. Sulle macerie si posa il tricolore)
CORO DELLE NUVOLE - (Cantato)
Polvere e fumo
macerie e carboni ardenti
non si salva nessuno
gli dei sono furenti
noi ora andiamo su
a dire quel che è stato
e tornerem da voi
solo a incendio finito.(Scompaiono dietro il fondale azzurro. I bagliori dell'incendio illuminano la scena mentre il sipario su chiude sulla coda musicale.)
FINE
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