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 TESTI

 
 
Il cappotto (2006)
liberamente ispirato all'omonimo racconto di Gogol'

Personaggi: 
Akàkij Akakievic Basmakin, copista di Ministero - Grigorij Petrovic, sarto - Olga Semiònovna, sua moglie - Agrafèna Ivànovna, padrona di casa di Akàkij - Anatolij Shalòmovic Kòkorov, capufficio - Andrej Matvèievic Rastakòvskij, impiegato - Nicolaj Vasìlievic Kartkòv, impiegato - Ivàn Jàkolevic Bulgàrin, impiegato - Polkàn l'ubriaco, poeta - Malìk Mustàfovic, mercante - la donna ubriaca, il gendarme, la signora focosa, due ladri, passanti, impiegati, invitati. 

Il cappotto è andato in scena il 5 novembre 2013 al Teatro Arena del Sole di Bologna, in una produzione di Nuova Scena -  Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna. Interpreti: Vittorio Franceschi, Umberto Bortolani, Marina Pitta, Andrea Lupo, Federica Fabiani, Matteo Alì, Giuliano Brunazzi, Alessio Genchi, Valentina Grasso (Stefania Medri nell'edizione 2014/15). Regia, Alessandro D'Alatri – Scenografia, Matteo Soltanto – Costumi, Elena Dal Pozzo – Luci, Paolo Mazzi – Musiche, Germano Mazzocchetti – Suono, Giampiero Berti - Regista assistente, Gabriele Tesauri - Assistente alla regia, Elisa Cutrupi.
Immagini della prima edizione: www.matteosoltanto.com/set_cappotto.html
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it


 
A corpo morto (2008)
Premio della Critica 2009

Personaggi: 
Un ragazzo. Col casco, sui diciott'anni.
Una moglie. Di età matura ma non vecchia.
Un padre. Elegante in cravatta, sui cinquanta.
Una figlia. Sui trent'anni.
Un barbone con un sacchetto di plastica. Età indefinibile.
Il Coro (formato dagli stessi attori che interpretano i cinque personaggi).

A corpo morto è andato in scena il 15 aprile 2009 al Teatro Duse di Genova, in una produzione del Teatro Stabile di Genova. Scene di Matteo Soltanto, costumi e maschere di Werner Strub, musiche di Andrea Nicolini, luci di Sandro Sussi, regia di Marco Sciaccaluga, unico interprete Vittorio Franceschi.
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it
Testo integrale in inglese


 
Il sorriso di Daphne  (2002)
Immagini della prima edizione (autunno 2005)
- Premio Enrico Maria Salerno alla Drammaturgia Europea 2004.
- Premio "ETI - Olimpici del Teatro" 2006.
- Premio Ubu 2006
3 Personaggi: Giovanni (detto Vanni), 60 anni circa; Rosa, sua sorella, di qualche anno più giovane; Sibilla, 25 anni. La scena: una stanza con un letto, una scrivania e una libreria.
Testo pubblicato da UBULIBRI nel volume “Il sorriso di Daphne tra regine e naufragi”, 2007.
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it
Testo integrale in inglese
Prima edizione:

Il sorriso di Daphne
con
Vittorio Franceschi (Giovanni, detto Vanni)
Laura Curino (Rosa, sua sorella)
Laura Gambarin (Sibilla)

Regia di Alessandro D’Alatri

Musiche, Germano Mazzocchetti
Scene, Matteo Soltanto
Costumi, Carolina Olcese
Luci, Paolo Mazzi
Suono, Federica Giuliano
Regista assistente, Gabriele Tesauri
Assistente alla regia, Marla Moffa

Produzione: ARENA DEL SOLE
Nuova Scena / Teatro Stabile di Bologna
(Stagioni 2005/06 e 2006/07)



 
Scacco pazzo  (1989)
Per gentile concessione della Marsilio Editori.
Testo vincitore del Premio I.D.I (Istituto del Dramma Italiano) 1990.

3 personaggi: Antonio, di circa 40 anni - Valerio, di qualche anno più vecchio - Marianna, di circa 30 anni. La scena: un interno piccolo borghese squallido e trasandato.

Testo pubblicato da Marsilio Editori in Venezia nella collana Teatro. "Scacco pazzo” è tradotto in francese da Huguette Hatem e Marguerite Pozzoli, in inglese da Christopher Cruise, in tedesco da Petra Fröhmcke, in spagnolo (castigliano) da Xavier Serra Estellés e Antonio Tordera Sàez, in russo da Tamara Skuj e in polacco da Maria Olszañska.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
Testo integrale in inglese
Testo integrale in francese
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it


 
L'esecuzione (2007-2008)

2 personaggi: l’uomo, la donna.

Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
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Ordine d'arrivo  (1986)
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3 personaggi: Luca, architetto deluso, giocatore accanito - Gianni, simpatico farabutto - Carlina, ex maestra e futura taxista. La scena: un monolocale spoglio e in disordine.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
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Autoscontro (1989)
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2 personaggi: Olimpia e Steno, poco più che adolescenti. La scena: una modesta camera d'albergo.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
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Jack lo sventratore  (1992)
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8 personaggi (di cui 2 che non parlano): l'amico di Jack, un uomo sui quarant’anni - la madre di Jack - la troupe un po’ scalcagnata di una piccola TV privata, composta da: la giornalista (Bianca), bella un po’ intellettuale, sui trent’anni - il regista (Elio), sui quarant’anni - l’operatore (Lallo), sui cinquant’anni - l’elettricista (Alberto), che non parla - il fonico (Gigi), che non parla - Carolina, giovane attrice molto carina. La scena: un seminterrato disadorno.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it
Testo integrale in inglese


 
La regina dei cappelli  (1993)
6 personaggi: Regina - Misurina, ancella - il Capitano, segretario fotografo - Gabriele, giovane innamorato - Zago, mastro calzolaio - Unna, maestra di ballo. La scena: una stanza riccamente arredata.
Testo pubblicato da UBULIBRI nel volume “Il sorriso di Daphne tra regine e naufragi”, 2007.
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it
Testo integrale in francese
Testo originale mai rappresentato. Premio speciale della giuria al Premio Riccione 1997.
Sinossi
Il suo nome è Regina, è un’indossatrice di cappelli. La più famosa, la più pagata, la più ricercata del mondo.  Indossati da lei i cappelli più brutti e volgari diventano raffinati e sublimi. Riceve ogni giorno centinaia di lettere, doni principeschi, proposte di matrimonio. Persino uno sceicco, che per lei si è fatto monogamo, la vorrebbe in moglie. In realtà Regina è una donna infelice, un male misterioso che l’ha colpita da bambina l’ha resa mostruosa dalla cintola in giù. Le gambe sono due tronchi purulenti che emanano un fetore insopportabile, il ventre è gonfio e ricoperto di croste sanguinolente che richiedono continue cure. E’ la fedele ancella Misurina a occuparsene: fasce, bende per impacchi, unguenti, bagni con sali e erbe rare. Il fotografo di fiducia di Regina, che ricopre anche il ruolo di segretario e di guardia del corpo, è un ex marinaio detto il Capitano, segretamente innamorato di lei. Suo è il compito di pettinarla ogni giorno e questo è per lui il dono più grande. Naturalmente Al telefono Regina si nega a tutti fuorché alla madre che ogni volta ricopre d’insulti, colpevole di averla generata così.
Una notte, nella sua camera da letto il vetro di una finestra s’infrange e un giovane piomba nella stanza. Si chiama Gabriele, è un aviatore, è bellissimo, è innamorato di lei e la vuole sposare. Regina è felice ma non vuole ingannarlo. Gli si mostra in tutta la sua deformità e a quella vista Gabriele dice di amarla ancora di più, per la luce dei suoi occhi che riflettono un dolore puro. Poi se ne fugge dalla finestra dicendo che tornerà domani a mezzanotte e la porterà via con sé. Lei è confusa, lusingata, eccitata, impaurita, felice e disperata insieme. Notte insonne, ovviamente. Il mattino dopo Regina tradisce uno stato d’animo che rasenta la pazzia. Ha trovato l’amore, quell’amore dal quale credeva di essere esclusa per sempre! E figurarsi la sua sorpresa quando, allontanate con un gesto le lenzuola, scopre d’essere guarita! Pustole e piaghe sono sparite, le gambe sono bellissime e guizzanti, divino l’incarnato. Regina è fuori di sé, urla, canta, fa ammattire segretario e ancella, butta dalla finestra decine di cappelli appena arrivati da paesi lontani dicendo che non vuole indossarne più. Ordina al Capitano di procurarle un maestro di ballo e un mastro calzolaio, vuole finalmente indossare un paio di scarpe e ballare tutti i balli, come ogni ragazza di questo mondo. Si riconcilia persino con la madre, che invita alle proprie nozze. Misurina piange, il Capitano è distrutto. La loro vita ora non ha più scopo.
Viene mezzanotte, Gabriele balza nella stanza e si getta fra le sue braccia. Ma subito si scosta, quasi non la riconosce. Dov’è finita la donna che amava? Non gli importa nulla delle belle gambe che ora lei esibisce, né dei balli che sa eseguire magistralmente con quelle belle scarpette di seta. La luce che amava non c’è più, quel dolore puro ha lasciato il posto a una mediocre gioia, davanti a lui ora c’è una donnetta qualsiasi. Il giovane non può sopportare questa delusione abissale e le chiede di ucciderlo. E Regina obbedisce, facendolo precipitare dalla finestra con un tocco leggero della mano. Gabriele scompare nel buio in silenzio come scompare un sogno, risucchiato dal nulla. E subito Regina sente dolore alle gambe, a fatica si trascina fino al letto, si, le piaghe sono tornate e con esse il fetore e quella luce sublime… e Misurina può di nuovo medicarla e fasciarla, e il Capitano pettinarla… e quasi quasi… potrebbe anche indossare un cappello, perché no, ne sono arrivati tanti in serata… e già il Capitano prepara la macchina fotografica, e Misurina i vestiti e i gioielli coi quali Regina sarà immortalata dalla cintola in su. Si, è di nuovo lei: meravigliosa, con il dolore nel cuore e quella luce negli occhi. L’ordine è tornato, l’ordine che non si può violare e che nemmeno l’amore può mutare. L’ordine in cui l’uomo, uno e diviso, è irrimediabilmente solo.


 
La signora dalle scarpe strette  (1994)
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17 personaggi + 4 che non parlano: Evelina Pepe, guardarobiera - Ignazio Brabanza, campione di ballo liscio - Billo, impastatore di torroni - Bourbon, gestore di balera - Giò Giò Müller, altro gestore di balera - Ada Del Baffo, ballerina di liscio - Flora, appassionata di funerali - Iride, appassionata di funerali - la guardia - il diplomato, ladro - Gaetano, ladro - Carlo, ladro (che non parla) - Tonino, ladro (che non parla) - Gulliver, ladro (che non parla) - Mirella, ladra (che non parla) - Tomasetti, infermiere - Hermann, guardarobiere. La scena: diversi ambienti.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it


 
Dialogo col sepolto vivo  (1995)
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Monologo con musiche.

Personaggi: l'uomo. La scena: un cumulo di macerie.

Testo originale. Prima edizione: Teatro Argot, Roma, dal 2 al 13 maggio 2007 (Scene e costumi di Matteo Soltanto, musiche di Germano Mazzocchetti, regia di Marla Moffa).
Sinossi: vedi all'interno della pagina.
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L'uomo che mangiava i coriandoli  (1996)
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23 personaggi (che possono essere interpretati da 7 attori: 5 uomini e 2 donne): il vecchio - Giulia - il barista - 1° passante - 2° passante - la donna - 1° benzinaio - 2° benzinaio - 1° avventore - 2° avventore - una ragazza bionda - 1° barbone - 2° barbone - 3° barbone - 1° uomo - 2° uomo - una giovane donna - una ragazza con anelli e collanine - un marito - una moglie - un viaggiatore - una viaggiatrice - un altro viaggiatore - passanti e viaggiatori che non parlano. La scena: diversi ambienti esterni.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
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Cabaret da viaggio  (1998)
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18 personaggi (interpretabili da 6 attori: 4 uomini e 2 donne): il capostazione/poeta - la moglie - il marito - il passeggero - il rappresentante - il giovane - la ragazza - il professore - il tifoso malinconico - il borgataro - il radioamatore - la signora - la donna - il cieco - la madre - la suora - il frate - il controllore. La scena: uno scompartimento ferroviario.
Edizioni e sinossi: vedi all'interno della pagina.
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Nella colonia penale  (1998)
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Libero adattamento dal racconto di Kafka, traduzione di Petra Fröhmcke.
3 personaggi: l'ufficiale - il viaggiatore - il vecchio. La scena: un terrapieno sabbioso.
Testo mai rappresentato.
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I naufragi di Maria  (1995/1999)
14 personaggi: ll professore - la moglie - Maria - Nicola - la magra - Bristol - Edmondo - la chiromante - l'extracomunitario - il mimo - la vecchia - 1° giovane - 2° giovane - 3° giovane - due zingarelle (che non parlano) - la voce della madre. La scena: diversi ambienti.
Testo pubblicato da UBULIBRI nel volume “Il sorriso di Daphne tra regine e naufragi”, 2007.
Tutti i diritti sono riservati.
Info: vittoriofranceschi@libero.it
Testo integrale in francese
Testo originale mai rappresentato.
Sinossi
Potrebbe intitolarsi “tranche de vie” quest’opera drammatica che racconta la storia di una ragazzina quattordicenne, violentata e prostituita dal padre e “affittata” per due anni da un maturo professore che se ne è invaghito e pensa così di salvarla dallo sfruttamento, trascinandola in una storia d’amore impossibile e disperata. In questo paesaggio desolato si muovono personaggi che sono espressione di un terribile degrado morale (il padre Nicola, Bristol lo sfasciacarrozze, Edmondo il sicario), di una umanità marginale e senza speranza (la Magra, la chiromante, l’extracomunitario) e di una borghesia velleitaria e arida (Il professore e la moglie). Maria vive segregata in una stanza. Una catena sottile parte dalla ringhiera ai piedi del letto - una sbarra orizzontale lungo la quale la catena può scorrere - e si chiude alla caviglia destra della ragazza consentendole di arrivare alla finestra e di entrare nel bagno. Nella stanza ci sono alcuni libri di mare e un atlante, doni del professore a Maria che ama i racconti di mare. Fra questi libri ce n’è uno che riporta cronache di antichi naufragi. E questo libro, che la ragazzina ormai conosce a memoria, non è soltanto per lei una sorta di manuale di sopravvivenza ma anche il libro “eletto”, il “libro della vita”. Maria sogna naufragi, come altre ragazze della sua età sognano ricchezza, notorietà o l’incontro col principe azzurro che nella maggior parte dei casi ha le sembianze di un cantante rock. Maria sogna con animo puro, pensa con animo puro e attraversa il male senza esserne toccata. Dal canto suo il professore sogna di riscattare, anzi di negare con un gesto clamoroso la propria mediocrità e il fallimento di una vita. Perciò organizza la fuga di Maria e morirà per difenderla - unico gesto degno di una vita inutile - dal sicario che vuole riportarla a casa, alla fine di un succedersi di eventi che coinvolgono, in una sorta di “staffetta tragica”, tutti i personaggi della pièce. E al termine di questo viaggio tormentato Maria finalmente raggiungerà il mare. Ma farà appena in tempo a conoscerlo e a bagnare i piedi in quell’acqua tiepida…


 
Il fiore inesistente  (2000)
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Apologo con canzoni.
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Personaggi: il reduce.
Sinossi: vedi all'interno della pagina.
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L'arca di Gegè  (2002)
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8 Personaggi (realizzabili da due attori e una attrice): Gege', la iena, Luisa, il giornalista, il terzino, De Murtas, il postino, Midy. La scena: l'interno di un'arca in mezzo al mare.
Testo originale. Edizioni: vedi all'interno della pagina.
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Frammenti di vita  (2004)
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2 personaggi: lui e lei.
Testo originale mai rappresentato. Sinossi: vedi all'interno della pagina
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La barbona e il pappagallo  (2005)
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1 personaggio (la barbona) + un pappagallo meccanico.
Testo originale mai rappresentato. Sinossi: vedi all'interno della pagina
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Nuvole malandrine  (2012)
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Personaggi:  Stroppia, Felpa, Scrocca, Coro delle Nuvole, Discorso magro, Discorso grasso, Giando valletto del Pensatoio, Akimoto guardia del corpo di Scrocca, Schiappa servo di Stroppia, Pasta e Pista creditori, alcuni pensatori.
Testo mai rappresentato, liberamente ispirato alla commedia "Le nuvole" di Aristofane. Sinossi: vedi all'interno della pagina
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 MONOLOGHI BREVI

 
Una malattia non classificata  (1992)
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1 personaggio: l'uomo (+ una voce di donna).
Edizioni: vedi all'interno della pagina.
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